Adesso serve continuità
Davide Bin
La vittoria a Madrid è stata storica e meravigliosa; qualcuno l'ha giustamente definita anche sorprendente, vista la teorica differenza di valori in campo e il differente rendimento delle due squadre in questo inizio di stagione, ma chi conosce un po' questo Milan e la storia del suo gruppo storico, in cuor suo sapeva che poteva accadere e sperava nell'ennesima dimostrazione di orgoglio e mentalità vincente di giocatori abituati a stupire l'Europa nelle partite più prestigiose o in quelle in cui non si può fallire. Il risvolto della medaglia è che il Milan capace di rimontare e battere i Galacticos nel "tempio" del Bernabeu, è poi ugualmente in grado di realizzare "imprese al contrario", ovvero di soffrire e buttare via punti preziosi quando gli avversari sono più abbordabili e le partite sono teoricamente più facili. Ecco perchè la trasferta a Verona contro il Chievo diventa ostica e temibile, a maggior ragione se ci sarà un calo di motivazioni, un pericoloso rilassamento dopo l'impresa e il solito approccio sbagliato in questo tipo di partite. In fondo questo Milan capace di espugnare Madrid è lo stesso Milan che ha perso in casa con lo Zurigo e ha buttato via punti preziosi a Livorno, a Bergamo e in casa contro il Bari; aggiungete sei punti, o anche qualcosa in meno, alla classifica del Milan e vi accorgerete che saremmo in posizione ben più favorevole, ma per fortuna in questa stagione il campionato è equilibrato, la classifica è corta e si può ancora rimontare verso zone più consone alla storia e al blasone rossonero, a patto di non sprecare più occasioni propizie e di cominciare ad avere quella continuità di rendimento che è mancata, non solo in questo inizio di stagione ma anche nelle annate precedenti, causando distacchi enormi dalla vetta che hanno fatto infuriare i tifosi, soprattutto perchè in questi anni là davanti c'è sempre stata l'Inter e il popolo rossonero non ne può più di vedere sempre i cugini con il binocolo. Il Milan è reduce da due preziose vittorie in rimonta, giunte dopo aver giocato primi tempi negativi (per non dire inguardabili) e secondi tempi all'assalto con coraggio, personalità e determinazione da grande squadra. Viene da chiedersi perchè bisogna sempre regalare i primi tempi agli avversari (le statistiche dicono che se le partite finissero al 45°, il Milan sarebbe in fondo alla classifica) e perchè non si possa mai iniziare nel modo giusto le sfide, evitando di dover sempre rincorrere. Molti hanno lodato la capacità di Leonardo di correggere le formazioni nell'intervallo modificando situazioni disperate, come è successo domenica scorsa contro la Roma, quando una squadra impalpabile e inoffensiva nel primo tempo, che rischiava di sprofondare in classifica ed entrare nel buio tunnel della crisi, ha ribaltato punteggio e prospettive nella ripresa, in quella che può essere considerata la prima vera svolta della stagione e che, come ha sottolineato Leonardo, è stata la base sulla quale fondare l'impresa di Madrid; non mi permetto di criticare l'allenatore, che sta facendo quello che può con il "materiale" che ha a disposizione e sta cercando ancora il giusto assetto, ma vorrei solo far notare che quando si sottolinea l'abilità di un tecnico nel correggere la formazione nell'intervallo, si ammette implicitamente che sono state sbagliate le scelte in avvio di partita. Adesso si tratta di dare continuità ai risultati in campionato e di replicare immediatamente la vittoria di domenica scorsa per evitare di rovinare subito tutto, visto che il gruppo ha ritrovato entusiasmo, serenità e convinzione nei propri mezzi.
Leonardo ha qualche problema di formazione, soprattutto a metà campo, dove le assenze contemporanee di Gattuso, Ambrosini e Abate costringono a scelte obbligate, quindi in questo caso non si può lamentarsi del fatto che il mister cambierà la formazione per l'ennesima volta; è importante, però, che non cambi la voglia di vincere, il desiderio di continuare a stupire gli scettici anche in partite meno prestigiose e ricche di fascino e che chiunque scenda in campo lo faccia con il massimo impegno e con quella determinazione vista nella ripresa sia domenica scorsa a San Siro che mercoledì a Madrid, magari fin dall'inizio e non solo dopo brutte figure nei primi tempi. Il Chievo merita rispetto e ci vorrà la massima concentrazione e grande attenzione da parte di tutti, a cominciare da Dida, che una volta per tutte deve smetterla di fare papere gigantesche e per finire con Huntelaar, molto probabilmente rilanciato al centro dell'attacco in quella che potrebbe essere una delle ultime occasioni per riscattarsi ed entrare finalmente da protagonista nel "progetto Leonardiano" dopo alcune prestazioni anonime, anche se in verità non solo per colpa sua. La vittoria di Madrid non deve restare una splendida eccezione ma diventare normalità anche nelle partite meno prestigiose ma altrettanto importanti, perchè valgono sempre tre punti e, oltretutto, nel corso di una stagione e di un campionato sono molto più numerose e, quindi, se interpretate al meglio, consentono di vincere i campionati o, almeno, di arrivare in posizioni alte della graduatoria. Ecco perchè la sfida contro il Chievo sotto alcuni aspetti è più importante di quella di Madrid, in cui la concentrazione veniva da sè, così come le motivazioni altissime che hanno originato l'ottima prestazione e il risultato positivo; a Verona i rossoneri affrontano un vero esame di maturità, perchè giocatori che hanno vinto tutto e sono stati capaci solo tre giorni fa di meravigliare per l'ennesima volta l'Europa e la sua immensa platea, devono finalmente dimostrarsi capaci di affrontare qualunque impegno nel modo migliore e di non snobbare le partite con meno fascino. Vincere e convincere contro il Chievo può davvero spingere il Milan verso traguardi che ormai sembravano impossibili e aprire scenari che solo una settimana fa sembravano fantascientifici; "steccare" nuovamente contro una provinciale rovinerebbe immediatamente quanto di buono si è fatto in questa settimana e per questo sarebbe imperdonabile. Leonardo e i suoi giocatori lo sanno e ne sono consapevoli, a giudicare dalle dichiarazioni di questi giorni, ma tra il dire e il fare...c'è di mezzo il mare, anzi c'è di mezzo il Chievo che è sempre avversario ostico e da prendere con le molle. Noi attendiamo con fiducia, ma anche con quel pizzico di preoccupazione di chi conosce pregi e difetti di questa squadra, capace di imprese memorabili, ma anche di inciampare nei momenti meno opportuni; vogliamo continuità e una serie di risultati positivi, per raddrizzare definitivamente una stagione iniziata in modo negativo, perchè c'è tutto il tempo per tornare ad essere protagonisti, a patto di volerlo davvero e in ogni momento, non solo a sprazzi e quando viene l'ispirazione; espugnare il Bernabeu è meraviglioso, ma perchè anche l'intera stagione possa diventare meravigliosa è necessario espugnare anche il Bentegodi, anche se non c'è l'intera Europa a guardarti e ad applaudire le tue imprese!


