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Che beffa!

autore
Davide Bin
per Milannews.it
giovedì 29 ottobre 2009, 01:21Vista dalla Curva
autore Davide Bin
29.10.2009 01:21Vista dalla Curva
In vantaggio di due gol dopo soli sei minuti, il Milan controlla la partita fino alla fine ma proprio quando la vittoria sembra al sicuro, l'espulsione di Abate e i gol di Cigarini e Denis permettono al Napoli di pareggiare.
Federico De Luca
Federico De Luca

Quando il poker sembrava ormai servito, con la quarta vittoria consecutiva al sicuro, il Napoli ha pensato di cambiare improvvisamente le carte in tavola e il Milan si è ritrovato senza combinazione vincente e beffato sul più bello; ingenui e disattenti i rossoneri hanno sprecato un doppio vantaggio facilmente ottenuto in pochi minuti e si sono fatti raggiungere nel finale, subendo il gol del pareggio in pieno recupero. Forse stufi di dover sempre rincorrere e soffrire le pene dell'inferno per conquistare le vittorie in rimonta, i ragazzi di Leonardo hanno provato a vivere finalmente una serata tranquilla portandosi repentinamente in vantaggio, trovando subito il raddoppio e controllando abbastanza agevolmente (più nel primo tempo che nella ripresa) la reazione del Napoli, ma proprio quando sembrava ottenuta, la vittoria è svanita e rimane solo un punticino da aggiungere alla classifica; peccato perchè, in attesa di Inter-Palermo, il Milan avrebbe potuto issarsi da solo al quarto posto e avvicinarsi almeno temporaneamente alla vetta, ma il rammarico maggiore è che questa rimonta subita in modo clamoroso negli ultimissimi minuti rischia di avere un impatto negativo sulla psiche del gruppo, almeno quanto le ultime vittorie avevano rafforzato convinzione e autostima dei giocatori e l'ottimismo appena ritrovato potrebbe nuovamente trasformarsi in pessimismo, così come l'allegria in rinnovata tristezza. Bravo il Napoli a crederci fino alla fine, come era avvenuto nelle ultime partite proprio al Milan; ingenuo Abate a farsi espellere per un fallo evitabilissimo, soprattutto da parte di chi è già ammonito; sembrava un peccato veniale, visto che mancavano pochi minuti alla fine e il Milan era in vantaggio di due reti, invece a conti fatti si tratta di un peccato "mortale" che è costato due punti ai rossoneri, anche se i compagni avrebbero potuto e dovuto gestire meglio i minuti finali, senza lasciarsi travolgere dall'onda partenopea.

Leonardo si presenta al San Paolo senza stravolgere troppo la sua "creatura", che sta plasmando giorno dopo giorno, partita dopo partita con risultati finalmente soddisfacenti; qualche cambio, però, è quasi d'obbligo, visto che si gioca ogni tre giorni e, allora, ecco due terzini nuovi rispetto a Verona, perchè nella sua idea di gioco sono proprio i due laterali difensivi a correre di più e a sfiancarsi maggiormente: a destra c'è Abate al posto di Oddo, a sinistra rientra Zambrotta al posto di Antonini; un cambio anche a centrocampo (Ambrosini per Flamini) e uno in attacco (Inzaghi per Huntelaar), mentre a non cambiare è lo schema (4-3-3), a dimostrazione che il tecnico, dopo molti tentativi e tante modifiche, pensa di essere sulla strada giusta e le ultime vittorie sono lì a dimostrarlo. Piuttosto i tifosi del Milan si augurano che un cambio ci sia almeno nell'approccio alla partita, perchè vincere in rimonta è molto bello ma si soffre troppo e sarebbe auspicabile non iniziare sempre le partite con l'handicap di un gol al passivo. Certo il San Paolo non è un campo facile, il Napoli è squadra in salute e sugli spalti c'è un grande pubblico, tanto entusiasmo per i partenopei e molta ostilità per i rossoneri, ma questo stadio evoca ricordi di grandi rimonte, di scudetti conquistati e di una rivalità che alla fine degli anni '80 ha infiammato i campionati.



Il Milan parte con il botto, anzi con due botti: prima Inzaghi, poi Pato scattano sul filo del fuorigioco, sorprendono centralmente la difesa napoletana e si ritrovano a tu per tu con De Sanctis, non fallendo le facili occasioni con il fiuto del gol tipico dei grandi bomber. Roba da stropicciarsi gli occhi per la meraviglia e la sorpresa, perchè eravamo abituati alle partenze lente dei rossoneri e, invece, la squadra di Leonardo questa volta è scattata alla grande e sembra aver già archiviato la "pratica Napoli" dopo soli sei minuti. Non ci sono, però, solo buone notizie nei primi minuti, perchè poco dopo il secondo gol Nesta, l'eroe di Verona e autentico trascinatore della squadra in questo periodo, è costretto ad uscire per problemi muscolari, sostituito da Kaladze. Il Napoli prova a reagire, ma il Milan controlla agevolmente la partita, fa possesso palla e tiene bassi i ritmi e, così, Dida è infastidito più dal laser puntato su di lui dagli spalti che dalle conclusioni degli avversari e compie la prima parata di una certa difficoltà solo su un tiro di Hamsik nel finale di tempo.

Molto più sofferta per i rossoneri la ripresa, perchè il Napoli rientra in campo dagli spogliatoi più carico, alza il baricentro e prova la rimonta; questa volta per Dida ci sono più problemi ma il portiere risponde alla grande e sfodera parate miracolose, addirittura in serie nella stessa azione: prima due su Lavezzi e Maggio, poi addirittura tre su Gargano, Quagliarella e Hamsik. E' un autentico bombardamento ma Dida salva il Milan con interventi strepitosi e Leonardo capisce che è giunto il momento di coprirsi un po' per soffrire meno: dentro Flamini al posto di Ronaldinho, perchè il mister voleva il fuoco da Dinho ma il n°80 non si è acceso e la sua prestazione non è stata all'altezza delle aspettative di Leo. Il Milan con il nuovo assetto tattico prova ad uscire dal guscio e interrompere l'assedio e Inzaghi torna protagonista, ma questa volta in negativo: prima si fa pescare in fuorigioco e il gol viene annullato, poi, lanciato da Ambrosini, si ritrova solo davanti a De Sanctis in uscita, lo dribbla ma spedisce alto a porta vuota; poco male, pensano tutti, visto il doppio vantaggio, ma ciò che succederà di lì a poco renderà "sanguinoso" questo errore. Intanto Rizzoli nega un rigore per parte, poi espelle Abate per doppia ammonizione e così succede l'inimmaginabile: proprio al 90° Cigarini fulmina l'incolpevole Dida con uno splendido tiro al volo da fuori area e riaccende l'entusiasmo ormai sopito del pubblico e le speranze ormai sepolte della sua squadra; poi al 93°, sul cross di Maggio, la difesa rossonera si fa pescare impreparata e immobile e consente a Denis di battere Dida di testa. Roba da non credere e mentre il San Paolo impazzisce di gioia, i tifosi rossoneri impazziscono e basta, perchè la beffa è davvero atroce.

Con il senno di poi si può dire che sarebbe stato meglio continuare a giocare male il primo tempo e chiuderlo in svantaggio per poi rimontare e vincere, invece di illudersi con un doppio vantaggio e poi vederlo svanire sul più bello. La prestazione della squadra non è stata certo trascendentale, ma in fondo non ce n'è stato bisogno, perchè ritrovarsi in vantaggio di due gol dopo soli sei minuti, fatalmente ti induce a rallentare il ritmo e non è più necessario spingere sull'accelaratore, Forse un altro errore è stato proprio quello di non chiudere definitivamente la partita, perchè può sempre capitare che un episodio la riapra e poi si rischia la beffa, come è puntualmente avvenuto, anche se nessuno, da entrambe le parti, se l'aspettava più. Verrebbe da dire che "chi di rimonta ferisce, di rimonta perisce" e la squadra deve recitare il "mea culpa" per aver gestito male gli ultimi minuti, dall'espulsione in poi, perchè Abate ha commesso un errore grave, ma anche in dieci si doveva resistere, visto che mancavano pochi minuti. Peccato perchè con un'altra vittoria la situazione in classifica sarebbe ulteriormente migliorata, ma ora non bisogna deprimersi e avvilirsi, bensì reagire per tornare prontamente alla vittoria, magari riflettendo sugli errori commessi nel finale per evitare di ripeterli in futuro. Abbiamo assistito ad una partita dal copione invertito rispetto alle ultime dei rossoneri e questa volta il finale è stato amaro, ma ciò può aiutare l'ambiente a capire che non tutti i problemi erano risolti dopo tre vittorie consecutive e che c'è ancora da lavorare e migliorare molto sotto tutti gli aspetti, compreso quello della concentrazione: se prima i giocatori si distraevano in avvio di match, questa volta l'hanno fatto alla fine; se riusciranno a rimanere concentrati per tutti i novanta e più minuti, forse finalmente vivremo serate più tranquille e meno ricche di colpi di scena, come sembrava questa prima che nel finale succedesse l'inimmaginabile e si materializzasse una beffa che ci lascia solo tanto amaro in bocca.

per Milannews.it

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