Essien aiuterà la mediana, ma resta il nodo esterni d'attacco: tra mercato e adattabilità
Matteo Calcagni
Ad Honda e Rami si è ora aggiunto Michael Essien, terza acquisizione rossonera per il mercato di gennaio. Il centrocampista ghanese, arrivato gratuitamente dal Chelsea, è stato ingaggiato appositamente per il 4-2-3-1 di Clarence Seedorf. Un'alternativa importante sia a de Jong che Montolivo, fondamentale soprattutto in Champions League, vista la squalifica del nativo di Caravaggio e di Muntari. Ad una settimana scarsa dalla fine del mercato resterebbe un'altra situazione da risolvere: quella relativa agli esterni d'attacco. Il sistema di gioco adottato dal tecnico olandese necessita di due laterali di qualità, corsa e sostanza: al momento, tuttavia, il Milan può contare soltanto su giocatori adattati, da Robinho a Birsa passando per Kakà. Clarence Seedorf, pur non parlando di mercato in conferenza stampa, ha fatto il punto della situazione El Shaarawy, sottintendendo un recupero ancora lontano: "Sta male, deve recuperare.
Finché non torna dobbiamo lasciarlo tranquillo". Controproducente quindi continuare ad invocare il ritorno di Stephan, unica ala pura della rosa milanista, ma fuori dai giochi almeno fino a marzo. Pensare ad un rinforzo in quel settore di campo non sembrerebbe un'eresia, sebbene le risorse siano scarse e le possibilità poche. Il ritorno di Abate potrebbe favorire l'avanzamento di Emanuelson, il quale tornerebbe utile come esterno mancino nei tre dietro il centravanti. Un altro giocatore adattabile sembrerebbe essere Andrea Poli, giocatore dalle spiccate capacità camaleontiche: l'ex blucerchiato, chiuso da almeno tre o quattro giocatori per la zona intermedia, può tentare di perseguire la strada del laterale destro offensivo.


