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Un 4-2-3-1 con maggiore copertura con Biabiany ed Emanuelson... Kakà può tornare Kakà e Taarabt stupirà, quantomeno all'inizio...

autore
Gaia Brunelli
per Milannews.it
venerdì 31 gennaio 2014, 11:26Milanello in rosa
autore Gaia Brunelli
31.01.2014 11:26Milanello in rosa
Gaia Brunelli
Gaia Brunelli

Aldilà di un giudizio complessivo che verrà fatto a fine mercato, c'è da dire che gli ultimi movimenti in casa Milan danno l'esatta percezione di quello che va migliorato, di quello che inevitabilmente va cambiato e soprattutto di quello che sarà il futuro rossonero. Il 4-2-3-1 sarà legge. Da lì non si scappa e questo mercato invernale ne è la riprova. La grande (ma molto grande) preoccupazione è che sia un sistema di gioco sostenibile (a rischio) in Italia, ma difficilmente adottabile in Europa. Brividi freddi scendono lungo la schiena di qualunque tifoso rossonero che si immagini un Milan a trazione così anteriore contro un Atletico Madrid rampante e ben disposto in campo da un allenatore che sta dimostrando tutto il suo valore. Non per essere troppo pessimisti, ma l'imbarcata europea potrebbe già essere dietro l'angolo. In ogni caso qualcosa di positivo c'è. Tanto per cominciare il concreto e insistente interesse per Biabiany ci dice due cose. Una è che per il 4-2-3-1 Seedorf non intende utilizzare solo trequartisti di qualità ed estro, ma anche corridori che diano copertura nelle due fasi. La seconda cosa è che il tecnico olandese si è perfettamente reso conto che Kakà non può fare il terzino, l'ala, il tornante, l'assist man, il bomber, il raccattapalle, la pubblicità della Ringo, eccetera eccetera. Tutto non si può fare. Kakà deve giocare tra le linee, dietro a una o più punte senza avere particolari compiti di copertura, esattamente come giocava a 22 anni quando ha vinto tutto. È inutile che si dica che "Kakà è finito", "Kakà è un ex giocatore" e quant'altro. Kakà ha sempre avuto un ruolo ben preciso, addirittura Ancelotti al Milan cercava di agevolarlo in tutti i modi per farlo rendere al meglio. Se il brasiliano riuscisse a ritrovare in campo quella posizione, a lui più congeniale, tornerebbe a essere quello di una volta, magari senza l'imprevedibilità di un 22enne appena sbarcato a Milano, ma sicuramente con una concretezza degna dei vecchi tempi. In ogni caso il 4-2-3-1 di Seedorf potrebbe cambiare con l'inserimento di Essien nei due mediani davanti alla difesa, ma soprattutto nei 3 dietro l'attaccante che nella fattispecie dovrebbe essere Pazzini o Balotelli.

In ogni caso i due esterni del tridente potrebbero essere in grado di garantire copertura. In alto a sinistra infatti potrebbe giocare Emanuelson, nato per quella posizione. Se Abate tornerà titolare, De Sciglio potrebbe spostarsi a sinistra permettendo così a Emanuelson di avanzare la propria manovra. Insomma una formazione che vedrebbe Abbiati tra i pali (peccato non aver tentato fino all'ultimo di arrivare a Marchetti), Abate, Zapata, Mexes, De Sciglio in difesa. De Jong ed Essien a centrocampo; Emanuelson, Kakà e Biabiany a sostegno dell'unica punta, Supermario, forse un po' di ottimismo sul turno in Champions League potrebbe anche concederlo. Di certo tassativo evitare Robinho, ad esempio, che ormai fa fatica. Honda non sarà utilizzabile in coppa e a quel punto sarà interessante vedere cosa regalerà Taraabt. Lo conosco da anni calcisticamente, ne parlavo in trasmissione a Sportitalia quando avevamo i diritti della Championship (anni fa... Ahimè!). È un gran talento, ma da controllare. Ho la sensazione che farà molto bene in questi mesi restanti della stagione perché nessuno lo conosce ancora bene. Già l'anno prossimo, se dovesse restare al Milan, qualche problema in più potrebbe averlo. Sono previsioni ovviamente nulla di certo, ma la mia sensazione è che potrebbe avere un iter in stile Kevin Prince Boateng. Ma siccome c'è poco da fare gli schizzinosi, benvenga Taarabt che di talento ne ha da vendere. Pazienza quanto durerà, il Milan ora ha bisogno di pensare al presente.
 

per Milannews.it

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