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Milan a caccia del tris di vittorie

autore
Davide Bin
per Milannews.it
sabato 1 febbraio 2014, 01:08Vista dalla Curva
autore Davide Bin
01.02.2014 01:08Vista dalla Curva
I rossoneri ospitano il Torino e provano a centrare la terza vittoria consecutiva in campionato, ancor più importante perchè i granata sono davanti in classifica.
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

Mentre Seedorf prosegue il suo lavoro per dare una nuova identità alla squadra, il calendario del campionato propone una sfida molto delicata ai rossoneri, che ospitano a San Siro il Torino, cioè una delle (tante) squadre che sono ancora davanti in una classifica che, prime quattro posizioni a parte, è molto corta e compressa e permette ancora, nonostante tutto ciò che è successo, di alimentare qualche piccola speranza di qualificazione in Europa League, ovvero l'Europa "di riserva" ma che in fondo è meglio di niente. Nemmeno una vittoria consentirebbe di superare o agganciare i granata, ma è ovvio che cominciare ad avvicinare chi sta davanti, darebbe entusiasmo a un gruppo che ha bisogno di risultati per ritrovare l'antica convinzione, perduta in una stagione molto tribolata. Le due vittorie in extremis contro Verona e Cagliari hanno dimostrato due cose: la prima è che Seedorf è un allenatore fortunato, perchè entrambi i risultati sono arrivati grazie ad autentici regali degli avversari di turno (rigore provocato in modo ingenuo da Gonzalez in Milan-Verona e folle fallo di mano al limite dell'area di Cabrera in Cagliari-Milan) e ciò non è certo un male, anzi si tratta di una "virtù" importante; la seconda è che almeno non è andata persa la voglia di lottare fino alla fine e di crederci sempre, anche quando sembra che il destino sia segnato (come domenica scorsa a Cagliari, quando la sconfitta sembrava ormai inevitabile). Forse non si è visto (o almeno lo si è visto solo a sprazzi) lo spirito guerriero invocato da Seedorf, ma le vittorie sono utili per la classifica e per il morale e ora ci aspettiamo un altro passo avanti nella partita contro il Torino, molto insidiosa perchè la squadra di Ventura è una delle sorprese del campionato e sta attraversando un buon momento di forma, raccogliendo risultati in serie. Per tornare in alto, però, serve vincere gli scontri diretti e in questa stagione tale denominazione va data non alle sfide contro Juventus, Roma o Napoli, ormai a distanza siderale, ma a queste partite contro squadre di minor caratura che, però, sono nella stessa zona di classifica, per meriti loro ma, soprattutto, per demeriti dei rossoneri. Intanto è arrivata per la prima volta in stagione la seconda vittoria consecutiva in campionato e, siccome non c'è due senza tre, proviamo subito a fare tris! 

Il mercato di gennaio, che si è appena concluso, non ha portato grossissime novità in formazione oltre a Honda, che sta giocando con continuità da quando è arrivato e Rami, che dovrebbe avere la seconda chance consecutiva da titolare in campionato, grazie anche all'infortunio di Zapata: Essien e Taarabt sono stati convocati e partiranno dalla panchina e per il resto ci sono state tante trattative in entrata e in uscita ma nessuna portata a termine con successo; insomma niente rinforzi in difesa e non è una buona notizia, perchè queste prime esibizioni del Milan di Seedorf hanno dimostrato che non è facile fare un calcio offensivo, nel modulo e nella mentalità, se dietro la difesa è un colabrodo e mette i brividi a ogni ripartenza degli avversari anche perchè ora è ancor meno protetta da un centrocampo con soli due elementi. Seedorf parla giustamente di fase difensiva più che di reparto difensivo, sottolineando che si difende in undici e i problemi del Milan potrebbero derivare non solo dal valore dei singoli difensori, ma le perplessità nascono anche e soprattutto da ciò: in questo momento non ci sono in rosa giocatori offensivi che possano garantire con continuità un contributo anche in fase difensiva: Kakà ci prova con ammirevole impegno e disponibilità, ma le energie sono quelle che sono; Robinho non è più il motorino inesauribile dell'anno dello scudetto che correva a perdifiato per tutto il campo; Balotelli rientra praticamente solo in occasione dei calci piazzati e anche lo stesso Honda non ha ancora la migliore condizione fisica per garantire tanta copertura; ecco, allora, che spesso la squadra si trova spezzata in due e un centrocampo in eterna sofferenza rispetto a omologhi reparti avversari con più uomini, non riesce a garantire nè copertura alla difesa, nè rifornimenti adeguati al quartetto d'attacco. Inoltre Seedorf vuole che la manovra parta dalla difesa, palla a terra e non con lanci lunghi, ma i giocatori non sono più abituati dopo la lunga gestione Allegri e le conseguenze si sono già viste (il gol subito a Cagliari e altri pericoli corsi per lo stesso motivo). Giustamente Clarence vuole proseguire nel suo lavoro, anche per capire chi potrà far parte del Milan del futuro, quello della prossima stagione, il suo primo vero Milan (in questo momento sta facendo un po' da traghettatore per se stesso avendo ereditato la squadra da altri), ma come già sottolineato settimana scorsa, bisogna anche dare un'occhiata alla classifica, ottenere punti, e provare a risalire verso posizioni più consone a una squadra blasonata come il Milan.

Un'ulteriore difficoltà nella già delicata partita contro i granata nasce dal fatto che mancherà lo squalificato Balotelli, diffidato e ammonito dopo il gol di Cagliari per un gesto volgare nei confronti dei tifosi avversari che, peraltro, lo avevano insultato a lungo. Si è già detto di tutto sull'ennesima "balotellata": Mario è stato provocato e ha reagito, come gli è successo spesso nella sua carriera; dovrebbe maturare e limitare gesti di questo tipo che gli costano cartellini gialli evitabili, ma in fondo non si poteva certo sperare che uno come lui rimanesse fino a fine campionato senza subire un'ammonizione, quindi prima o poi questa squalifica per somma di ammonizioni sarebbe arrivata. Per fortuna è disponibile Pazzini che, oltretutto, si è anche sbloccato a Cagliari segnando il gol vittoria, ma bisogna anche sottolineare che prima del gol del Pazzo era stato solo Balotelli a segnare nel Milan di Seedorf, quindi l'assenza di SuperMario si farà sentire. Per il resto poche novità: il solito trio di trequartisti, Montolivo e De Jong a centrocampo e la conferma della coppia centrale Rami-Bonera; resta da stabilire la coppia di terzini, perchè logica vorrebbe che con Abate nuovamente a disposizione, De Sciglio traslocasse a sinistra, ma Seedorf ha sottolineato che il giovane terzino è più forte a destra e che lui vorrebbe schierare i suoi giocatori laddove possono rendere di più e il discorso sembra chiaro. Comunque la squadra è ancora un cantiere aperto, perchè Seedorf deve ancora valutare i giocatori a sua disposizione e capire chi gli dà maggiori garanzie in ogni reparto, quindi le sorprese in formazione sono sempre possibili. Intanto bisognerà capire anche quale sarà l'umore del pubblico di San Siro, in una stagione con poche soddisfazioni e tante sofferenze: la curva, quando ha potuto, ha sempre sostenuto la squadra e continuerà a farlo, anche senza striscioni e bandiere, ma è chiaro che non c'è tanto entusiasmo nel popolo rossonero e uno stadio sempre semivuoto lo conferma. Un altro obiettivo di Seedorf deve essere questo: riportare la gente allo stadio e ridare entusiasmo con gioco divertente e risultati; non è un'impresa facile, ma Clarence vuole riuscirci e il suo ottimismo deve essere anche il nostro, perchè vogliamo rivedere al più presto un grande Milan.

per Milannews.it

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