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Serenità, equilibrio ed entusiasmo. Il crescendo della gestione Seedorf alla prova S.Paolo per poi tornare in Europa

autore
Giulia Polloli
per Milannews.it
mercoledì 5 febbraio 2014, 00:00Milanello in rosa
autore Giulia Polloli
05.02.2014 00:00Milanello in rosa

Serenità. Seedorf durante la prima conferenza stampa da allenatore aveva sottolineato quanto un clima sereno e disteso latitasse nello spogliatoio del Milan. Le ombre dovute alla mancanza di risultati avevano oscurato la squadra, gettandola in uno stato di quasi prostrazione anche di fronte ad avversari non così temibili. La partita contro il Sassuolo ne è stata la schiacciante conferma. Il cambio era nell’aria, è stato solo anticipato per cercare di salvare il salvabile, per cercare di dare una scossa all’ambiente. Lo sottolinea anche Abbiati di fronte alle telecamere di Milan Channel: il cambio di allenatore viene vissuto come un fallimento dai giocatori, ma al contempo rivoluziona gli equilibri e scopre nuove energie da mettere al servizio della squadra. Ecco dunque che l’arrivo di Seedorf, della sua filosofia di gioco, del suo carisma di uomo che ha vinto molto con quella maglia, può essere la scintilla che fa riaccendere il fuoco. C’è entusiamo. Lo striscione esposto dalla Curva Sud nella gara contro il Torino va a sottolineare proprio questi aspetti: solo chi ha vestito la maglia rossonera con onore può trasmettere determinati valori.  I molti scettici, quelli che pensano al calcio solo come ad una sequenza meccanica di eventi, si saranno resi conto che ci sono aspetti che vanno oltre il potenziale tecnico di ognuno dei giocatori. Seedorf ha trasformato un’accozzaglia di giocatori, qualcuno che sembrava allo sbando, in una squadra che lotta compatta per un obiettivo: tornare a testa alta in campionato. Non c’è stato alcun miracolo, non c’è stata una completa metamorfosi dei ragazzi in rossonero, ma un lento incedere verso risultati migliori e verso una prestazione corale degna di essere rimarcata. Nel mezzo, la bruciante sconfitta in Tim Cup, contro un Udinese tutt’altro che irresistibile, che così ha complicato i piani europei del Milan per la prossima stagione. Poi, come già detto, un lento progresso, continuo, passato dalla gara contro il Verona e poi da quella di sabato scorso contro il Torino. La squadra di Ventura ha trovato il gol del vantaggio con merito, anche se in effetti lo svarione difensivo di Bonera ha accompagnato Immobile al gol. Ma poi il Milan si è rinsaldato, i reparti hanno cominciato a costruire fraseggi sempre più fitti fino a trovare il primo gol su azione della gestione Seedorf. Non stupisce che questo arrivi da un difensore, che si fa largo tra la folla granata scardinando l’equilibrio del gioco di Ventura. Un buon segnale, da una parte, ma la presa di coscienza che là davanti qualcosa ancora non ha trovato i giusti automatismi. Nella partita contro il Torino il reparto offensivo si è trovato troppe volte lontano dal resto del gioco, con Honda e Robinho che hanno evidenziato uno stato di forma (per alcuni di voglia) al di sotto delle aspettative. La lotta di Kakà a tutto campo, le incursioni di De Sciglio ed Emanuelson, le geometrie dettate da Montolivo sono stati gli aspetti migliori accanto al ritrovato stato di forma di Pazzini che, seppur a digiuno di gol nella partita contro il Torino, ha messo in crisi la difesa avversaria. Il pari alla fine è un risultato utile, che racconta soprattutto la determinazione dei rossoneri, ma porta con sé del rammarico se si guardano i risultati delle altre squadre. A posteriori la vittoria avrebbe gettato benzina sul fuoco nella rincorsa al quinto posto, facendo guadagnare terreno ai rossoneri nei confronti delle dirette avversarie. A margine della gara però, le parole di Galliani lasciano una speranza agrodolce: l’ad rossonero, di certo euforico per la risalita della squadra, addirittura tenta di alzare l’asticella, prova a cambiare l’obiettivo stagionale.

La partita contro il Napoli sarà l’ennesima presa di coscienza delle reali aspettative rossonere. La sconfitta contro l’Atalanta ha messo la squadra di Benitez in stato di crisi e di certo al S. Paolo andrà in scena una lotta senza esclusione di colpi. Inoltre ritorna anche la Champions e Seedorf sarà chiamato a dimostrare la bontà della sua filosofia di gioco contro una squadra che in questo momento ha pochi punti deboli. Le scelte fatte per la Champions lasciano ai margini Saponara, con il disappunto di molti suoi estimatori, confermando la volontà di affidarsi a giocatori di maggiore esperienza. Ci sarà Essien, è stato inserito Taarabt, confermato El Shaarawy. Il Faraone sembra essere il tassello mancante per il gioco di Clarence. I tempi per il suo rientro si assottigliano e l’idea di poterlo vedere in azione sulla sinistra con le sue progressioni incontenibili e le giocate sopraffine fanno aumentare le speranze riposte in questo nuovo Milan.

per Milannews.it

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