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Balo, i dubbi sulla lettera e una paternità da vivere lontano dalle telecamere. Il Milan vede Napoli e affonda: Seedorf ha molto su cui lavorare. La squadra non corre: gli errori derivano dall'estate

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 10 febbraio 2014, 00:00Editoriale
autore Pietro Mazzara
10.02.2014 00:00Editoriale

La notizia l’abbiamo data. All’interno del tourbillon mediatico che ha riguardato la vicenda del riconoscimento da parte di Mario Balotelli della figlia Pia c’è stata anche una presunta lettera, firmata dall’attaccante del Milan, e indirizzata alla trasmissione Verissimo. La conduttrice della trasmissione, Silvia Toffanin, basandosi sulla presunta veridicità dello scritto arrivatole, l’ha letta in diretta. Purtroppo però, le indiscrezioni che abbiamo lanciato nel pomeriggio di ieri, ci hanno portato verso un’altra strada. Abbiamo solidi fondamenti per poter dire che quella lettera rischia d’essere un falso. Non si vuole accusare nessuno, sia ben chiaro, non è questo il nostro modus operandi. Ma la notizia, dovendo fare il nostro mestiere, l’abbiamo dovuta dare essendoci arrivata da fonti certe e affidabili. I contenuti della lettera, magari, saranno effettivamente quello che Balotelli vorrà fare come padre della piccola Pia. Mario ha tutto il diritto di fare il padre e, credo, che lo voglia fare lontano dai riflettori per godersi quell’intimità che solo padre e figlia possono creare tra di loro. La stessa Raffaella Fico si è detta contenta della presa di coscienza da parte di Balotelli e ha dato una grande apertura verso il ruolo di papà di Mario. Insomma, questa vicenda sembra andare verso il lieto fine con una piccola coda in merito alla lettera che, probabilmente, farà scattare qualche indagine interna a Mediaset.

La partita di Napoli è stata assolutamente negativa. Pochissime le cose da salvare, moltissime quelle da rivedere. Il 4-2-3-1 è un modulo tanto spettacolare quanto difficile da attuare. Ed ecco che nella tremenda notte del San Paolo sono emersi tutti i difetti di questa squadra. Se un avversario deve attaccare il Milan, ad esempio, sceglierà sempre il lato di Emanuelson che come terzino, in fase difensiva, ha delle lacune enormi e non è un caso che sia con Cagliari, Torino e Napoli, che si tratti di Lopez, Ventura o Benitez, tutti abbiano deciso di attaccare la difesa rossonera in quella porzione di campo. Cerci prima e Higuain poi hanno capito, in poco tempo, su come mettere in difficoltà la retroguardia rossonera e si sono sempre posizionati tra il centrale di sinistra e Urby che, puntualmente, è andato in difficoltà. Altro problema è la compattezza della squadra: c’è troppa distanza tra i reparti e i due mediani, specialmente contro il Napoli, hanno fatto una fatica bestiale a limitare gli inserimenti di Hamsik, Insigne e Mertens. Il doppio mastino davanti alla difesa va rimpolpato con un trequartista che possa fare la doppia fase. In quest’ottica due sono gli uomini a disposizione di Seedorf: Montolivo e Poli. Il capitano rossonero è l’unico a poter dare geometria alla manovra e la sua esclusione dal primo minuto contro il Napoli si è fatta sentire. Robinho continua nel suo periodo negativo e più gioca e meno rende. Ottimo, infine, l’impatto di Taarabt, un motorino vero e proprio che abbina una ottima tecnica individuale (vedi il gol e altri spunti) e una condizione fisica nettamente migliore rispetto ai compagni.

Ecco, proprio la condizione atletica della squadra è qualcosa di molto preoccupante. In estate ci era stato detto che era stata cambiata, nei metodi e nei carichi. Il tutto focalizzato per il play-off con una risalita del rendimento nella parte invernale. Ebbene così non è stato. Se si guarda proprio Taarabt, che ha fatto una preparazione diversa rispetto a quella del Milan, si nota come più di qualcosa sia stato sbagliato dalla precedente guida tecnica e dal suo staff. Lo stesso Mario Balotelli, un anno fa, andava a una velocità superiore rispetto a quella attuale. Bruno Dominici avrà un grande lavoro da fare a livello fisico per far scaricare il più in fretta possibile i carichi accumulati dalle gambe dei giocatori. Ma il tempo stringe, l’Atletico è dietro l’angolo e la classifica recita solo 29 punti. Seedorf sta lavorando su delle macerie ma anche lui, forse, dovrà cambiare atteggiamento e portare a termine questo campionato nel miglior modo possibile. Ma non ci si illuda. Servirà tanto tempo, a meno di eventi eccezionali, per riportare il Milan stabilmente ai vertici. E’ dura da dire ma sarà così…

per Milannews.it

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