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Il ritorno di Poli e la nuova idea tattica: più necessità che alternativa

autore
Matteo Calcagni
per Milannews.it
domenica 16 febbraio 2014, 14:00Primo Piano
autore Matteo Calcagni
16.02.2014 14:00Primo Piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

Poco meno di un quarto d'ora per capire come, in questa squadra, la presenza di Andrea Poli si riveli fondamentale. Il centrocampista veneto avrebbe potuto giocare titolare ma, a poche ore dall'inizio di Milan-Bologna, si è visto rimontato e superato da Ricardo Kakà. Seppur partendo dalla panchina, l'ex blucerchiato ha comunque trovato la prima presenza con Seedorf allenatore: quindici minuti che hanno offerto diverse importanti considerazioni. Abbiamo più volte sottolineato come il 4-2-3-1, in assenza di esterni offensivi puri, possa risultare sterile e facilmente leggibile dalle retroguardie: sia Honda che Kakà sono sacrificati nel ruolo di ala, non avendo il passo e/o lo spazio per superare i diretti marcatori nello stretto. Andrea Poli, nonostante non abbia le stesse doti tecniche dei sopracitati, dispone di un lodevole dinamismo e costringe spesso al fallo l'avversario: non è un caso che, nel finale della sfida ai felsinei, il Milan abbia faticato meno a sopraggiungere in area avversaria, dopo un'intera gara senza particolari sussulti.

Un altro aspetto da sottolineare è quello relativo al modulo: con il nativo di Vittorio Veneto, il sistema di gioco si trasforma (non ufficialmente) in una sorta di 4-3-2-1. Questa disposizione tattica facilita numerosi interpreti: i due centrocampisti centrali, più liberi di inserirsi; i due trequartisti, che trovano spazi meno congestionati; il centravanti, sostenuto con le progressioni dalle retrovie. Contro l'Atletico Madrid, nello specifico, la presenza di Poli sarebbe cruciale, sia per aiutare la coppia de Jong-Essien, sia per favorire il tris di mezze punte/attaccanti selezionato. Un'alternativa tattica che può far svoltare in positivo il gioco del Milan.

per Milannews.it

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