Tre indizi fanno una prova: Seedorf ha cambiato già mentalità ai rossoneri. Deja vu Milan: mancanza di cinismo e stessi errori
Antonio Vitiello
C'è ancora amarezza a Milanello dopo la serata beffarda contro la Juventus. La squadra torna a lavoro oggi con la consapevolezza di aver disputato una grande partita ma di aver gettato alle ortiche tre punti importantissimi per il morale e per la classifica. Il tema della sconfitta dopo aver dominato sta diventando troppo ricorrente, un film già visto. E' come andare al cinema per vedere la stessa pellicola, e mentre scorrono le azioni si inizia già ad ipotizzare il finale. Chi dopo le tante occasioni sbagliate a tu per tu con Buffon non ha pensato alla recente notte di Champions contro l'Atletico? Purtroppo sono lacune di una squadra che prova a risollevarsi ma che ha ancora tanti problemi, di carattere e anche tecnici. Il Milan non è ancora squadra, manca cinismo e un pizzico di cattiveria in più.
Questo non vuol dire che il lavoro di Seedorf sia nullo, anzi, l'olandese ha rigenerato completamente il gruppo. Nelle ultime tre partite si è visto un Milan diverso, più vivo, una formazione vogliosa di migliorare. Seedorf sta dando una propria impronta alla squadra, il gioco è più fluido, la manovra ariosa e spesso divertente. Manca solo concretizzare tutte le occasioni create nell'arco dei novanta minuti, non una cosa da poco. Nel calcio è lodevole praticare un bel gioco, ma se non vinci c'è sempre chi storce il naso. Però le tre partite consecutive (Atletico, Samp e Juve) giocate su un buon livello, lasciano ben sperare.
La strada è quella giusta, tutti sanno che qualcosa è cambiato rispetto alla gestione Allegri, lo stesso presidente Berlusconi ha espresso gradimento per il bel gioco contro la Vecchia Signora, per aver tenuto testa alla migliore squadra d'Italia. In campo ora si vede una squadra diversa, e questo è molto incoraggiante. La sensazione è che per il futuro, per la prossima stagione, continuando di questo passo e con una buona campagna acquisti, il Milan potrebbe tornare a dire la sua in campionato. Bisogna però risolvere alcune questioni importanti come il mal di gol. In nove gare con l'olandese in panchina, stranamente la squadra ha gonfiato la rete solo nove volte, nonostante l'atteggiamento offensivo della squadra. In primo correttivo è stato trovato con Poli, ora bisogna capitalizzare di più in zona gol. Con il rientro di Balotelli il tecnico deve studiare una nuova soluzione, come l'arretramento del numero 45 alle spalle di Pazzini, l'unico che sa come si gioca in attacco.


