Poli, tarantola e nuovo pilastro del Milan di Seedorf: un ruolo fondamentale cucito su misura
Matteo Calcagni
Quello che all'arrivo di Seedorf appariva inizialmente come uno "snobbato", si è ben presto rivelato una pedina fondamentale. Parliamo di Andrea Poli, divenuto fulcro chiave nelle due migliori prestazioni stagionali del Milan: la gara contro l'Atletico Madrid e quella contro la Juventus, grandi club usciti indenni da San Siro anche grazie ad una considerevole dose di fortuna. Per equilibrare il 4-2-3-1, favorendo il raccordo tra centrocampo e attacco, il tecnico olandese ha cucito sul ventiquattrenne veneto un ruolo unico ma essenziale: trequartista atipico, spola tra i reparti, primo "pressatore" del regista avversario e, dulcis in fundo, incursore di "Boatenghiana" memoria. Nei 53 minuti in cui è rimasto in campo, l'undici bianconero ha faticato enormemente a costruire iniziative e contenere le folate rossonere, soffrendo proprio nel suo reparto forte: la mediana.
Lo spartito è stato rivoluzionato proprio al minuto 53 quando, dopo un durissimo scontro con Caceres, Andrea Poli è stato costretto alla sostituzione. Riccardo Saponara, ancora alla ricerca della miglior condizione, non è riuscito a replicare la verve assatanata del collega di Vittorio Veneto, avendo nel suo repertorio caratteristiche completamente differenti. La Juventus non si è più trovata di fronte la tarantola che l'aveva infastidita per tutto il primo tempo, riuscendo quindi ad amministrare più agevolmente il vantaggio e poi replicare con una prodezza di Carlos Tevez. Tutto questo conduce all'ulteriore sottolineatura dell'importanza di Poli, la cui presenza, da semplice surplus, si sta rivelando una vera e propria necessità.


