Due crucci per Seedorf, la sterilità in fase offensiva e la magra di punti nei big-match
Matteo Bursi
Il Milan di Clarence Seedorf piace e cresce, ma rimangono due crucci all'allenatore olandese. Pieghe non secondarie se si riferiscono alla sterilità in fase offensiva dell'attacco rossonero e alla magra di punti e soddisfazioni, ereditata peraltro dalla gestione Allegri, negli scontri alle grandi. Ko contro Napoli, Atletico Madrid e Juventus, seppur - specie contro i colchoneros e i campioni d'Italia - tenendo in mano il pallino dell'incontro e ricevendo applausi. Ma i complimenti, si sa, nel calcio non bastano. Servono gol, vittorie e punti. La Gazzetta dello Sport oggi in edicola ripercorre ampiamente il primo tratto del percorso di Seedorf allenatore. 9 reti fatte in 9 partite. Media troppo bassa per essere da Milan. Le individualità non mancano e sono arricchite le opzioni rispetto all'ultima gestione Allegri. Taarabt è ormai una certezza, e anche Poli e Rami contribuiscono alla fase offensiva. Mancano i gol degli attaccanti. Balotelli, Pazzini, Kakà e soci sono chiamati al riscatto.
Pazzini risulta determinante per assicurare profondità alla manovra, la tenuta fisica della squadra va affinata e dovrà presto, prestissimo, coprire interamente i 90 minuti. La sfida del Vicente Calderon sarà il banco di prova senza ritorno. Servono gol, serve attenzione in difesa, ma soprattutto il Milan non potrà concedersi nuovi passaggi a vuoto sotto porta. Senza concretezza, ciao Champions.


