Crederci, sempre. Al Calderon il Milan sogna una nuova rimonta, come nel 1955 e nel 2007
Matteo Bursi
Come un mantra. Il Milan deve crederci, Clarence Seedorf lo ripeterà ai giocatori come un mantra. Credere nella rimonta, dopo aver visto San Siro infranto dai colchoneros all'andata. La storia insegna, che il Milan può ribaltare il risultato. Di fronte a Diego Costa e compagni certo non sarà una missione semplice, ma nemmeno impossibile. Ci sono dei precedenti rossoneri che possono fungere da esempio.
Il 2007, anno di grazia del Milan di Carlo Ancelotti, raccontò di due straordinarie rimonte firmate da Kakà, Seedorf e Inzaghi. Bayern Monaco e Manchester United le due tappe principali di un'epopea conclusasi poi con la finale-bis, vinta, contro il Liverpool. Ma scorrendo l'album della storia milanista, anche il 1955 racconta di una gran remuntada europea. Sconfitto in casa per 4-3 dai tedeschi del Saarbrucken, il Milan riuscì a vincere in Germania per 4-1 e qualificarsi al turno successivo della Coppa dei Campioni.
Crederci, sempre. Soprattutto se la sfida all'Atletico Madrid è diventata, complice il pessimo cammino in campionato, uno spartiacque per regalare un senso ad una stagione che, altrimenti, fin qui sta viaggiando nell'anonimato.


