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Risultati impietosi contro le grandi: è un Milan da rifondare

autore
Emiliano Cuppone
per Milannews.it
venerdì 14 marzo 2014, 22:00Primo Piano
autore Emiliano Cuppone
14.03.2014 22:00Primo Piano
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

La pesante sconfitta del Vicente Calderon, con tanto di bruciante eliminazione dalla Champions League, fa male al popolo rossonero, ancora di più per la maniera in cui è arrivata, con un tracollo verticale nel secondo tempo della sfida di ritorno.
I numeri di questa stagione, però, sono talmente impietosi che avrebbero dovuto mettere in guardia i tifosi del diavolo, usciti perennemente con le ossa rotte e le orecchie basse da ogni singola sfida di livello. Al di là del pari casalingo contro un Barcellona piuttosto spento nel girone di Champions (tra l’altro sotto la guida meno spettacolare, ma certamente più guardinga di Allegri), infatti, in questa stagione il Milan ha sempre perso, spesso malamente, contro le grandi del calcio italiano ed europeo.

Il dato è univoco ed incontestabile, la qualità media di questa squadra non è adatta a palcoscenici di quel livello, la Champions non è più terreno fertile per un Milan che ha perso tutta la sua caratura internazionale, affidandosi ad una squadra composta per lo più da gregari, con qualche eccellenza che per mancanza di ossigeno nelle gambe o nel cervello non riesce a trascinare i compagni.
Vero che nell’ultimo periodo il livello del gioco espresso dalla squadra di Clarence Seedorf è migliorato sensibilmente, offrendo spunti offensivi importanti. Vero che tanto all’andata quanto al ritorno con l’Atletico Madrid di Simeone, come nella sfida alla Juventus di Conte, gli episodi hanno costantemente condannato la truppa rossonera (vedasi i tanti gol sbagliati, vedasi le deviazioni che in un caso mandano il pallone su palo o traversa avversari ed in un altro spiazzano Abbiati), che il diavolo ha imboccato, un po’ per sfortuna un po’ per demerito, sempre la via errata nei diversi bivi delle partite.
Vero, però, che se in una stagione intera perdi pressoché tutti gli scontri diretti, riuscendo a strappare un pari solo alla Roma in campionato ed al Barcellona all’inizio di un girone che i catalani sapevano di poter stravincere, allora gli alibi cadono tutti di fronte ai numeri.

Il giudizio che ne viene è impietoso nei confronti del livello di questo Milan, che non rispecchia in nessuna maniera le abitudini degli ultimi 27 anni. Questa squadra è fragile nello spirito e negli uomini che ne compongono la rosa, è incapace di reagire e di restare aggrappata alla partita, può dominare sotto il profilo del gioco, ma non sembra mai essere padrona della situazione, sempre in bilico e pronta a farsi spingere nel precipizio della depressione al primo affondo avversario. Può dominare per 135 minuti ed essere sotterrata in 45 da un Atletico che, per quanto sorprendente, non rappresenta certo l’elite del calcio europeo.
I problemi tecnici sono evidenti in ogni reparto, a partire da un portiere non più all’altezza che mette in ansia una difesa decisamente ballerina, passando per un centrocampo che fa una fatica enorme ad interpretare ambedue le fasi in questo modulo, per finire ad un attacco che, seppur di qualità, non riesce a far male quando dovrebbe e non aiuta la squadra in fase di non possesso.
Le carenze di questo Milan sono strutturali, siamo di fronte ad una squadra che necessiterebbe di una vera e propria rifondazione, di investimenti ingenti che alzino in maniera decisa il tasso tecnico e di carisma di una rosa francamente inadatta a competizioni come la Champions League. Senza fare nomi, si potrebbe serenamente dire che otto undicesimi della formazione titolare al Vicente Calderon non sono presentabili al cospetto delle grandi d’Europa.

per Milannews.it

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