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Prove generali per la rifondazione rossonera. Dallo stadio di proprietà alla partita contro l’ex Donadoni

autore
Giulia Polloli
per Milannews.it
sabato 15 marzo 2014, 00:00Milanello in rosa
autore Giulia Polloli
15.03.2014 00:00Milanello in rosa

Lo stadio di proprietà. Il Milan vuole ripartire mettendo delle solide fondamenta a quella che sarà la prossima pagina di storia rossonera. La manifestazione d’interesse per una delle aree che ospiteranno l’Expo è stata ribadita, dopo la prima uscita a novembre, nella giornata di ieri. Barbara Berlusconi si fa  portavoce dei progetti rossoneri che tendono ad adeguare la società di via Rossi ad un calcio moderno e non solo legato all’evento sportivo. La costruzione di un nuovo stadio, in una zona strategica come quella individuata, consente di poter progettare in grande il futuro. L’ingresso di nuovi sponsor, la possibilità di legarsi in maniera indissolubile con alcuni di essi, la visibilità di uno stadio che porta il nome di uno dei partner rossoneri, è solo il primo passo per poter pensare ad una società di calcio in una vera e propria impresa attiva su molteplici fronti. Ovviamente per far si che non decada l’appeal che i colori rossoneri da sempre esercitano sugli investitori, ci vogliono i risultati sul campo. Non basta più, anche perché non è più fattibile, fregiarsi di titoli altisonanti ricamati in oro sulle maglie. Non bastano più mercati di riparazione o tentativi di costruire squadre salvando i bilanci dai passivi, muovendosi verso affari low cost che però, più spesso, corrispondono solo a giocatori di basso profilo, anche dal punto di vista calcistico. Così si può tentare di tamponare, ma non si ricostruisce. La sconfitta del Vicente Calderon ha sviscerato un malcontento generale nei tifosi, ma più verosimilmente ha fatto suonare la sirena d’allarme anche nella sede di via Rossi. Il Presidente Berlusconi è scontento: ovvio. La reazione dopo Madrid è assolutamente quella attesa. Ma siamo sinceri: al di là della speranza, alla quale ci siamo aggrappati tutti, al di là del miracolo calcistico messo in scena nella gara di andata, analizzando le forze a disposizione sapevamo che sarebbe finita così. Quindi tutti sul patibolo, nessuno escluso. Per salvarsi ora ci vogliono arringhe convincenti basate sui fatti, perché di parole ne abbiamo scritte ed ascoltate a sufficienza. Come ho già ribadito, non scendo da un carro che avanza a passo sempre più lento, esattamente come non mi piace salirci in corsa. Senza scagliarmi con irruenza contro alcuno, per carattere, per convinzioni, ritengo però che chiunque vesta il logo Milan debba farsi qualche domanda. Le risposte, si sa, arriveranno con il tempo. Non riesco a capacitarmi della caccia alle streghe che coinvolge Seedorf in questi giorni. Ma non perché lui non abbia responsabilità alcuna per stato in cui versa la squadra rossonera, chiunque sbaglia e sbaglierà in futuro, ma accanirsi nei confronti del nuovo tecnico rossonero, ora, mi sembra talmente semplice quanto sbagliato. Anche perché, da quel patibolo, il primo che vorrei veder scendere, incolume, è proprio lui. Chiamato a salvare il salvabile, ha messo in gioco se stesso sotto ogni punto di vista. Non poteva avere obiettivi prioritari da raggiungere, perché qualsiasi comandante sa di poter far la guerra quando ha a disposizione i suoi uomini. Clarence è arrivato a Milanello e ha accettato un compito ingrato. Si era definito “l’antivirus”: bene, l’epidemia ha fatto qualche vittima, ma era prevedibile. Gli è stato chiesto di guidare il Milan alla fine di questa stagione cercando di ottenere il massimo possibile dalla squadra. Mancano punti in classifica, siamo stati eliminati dalla Tim Cup e dalla Champions, però il Milan ha ritrovato personalità e gioco.  Magra consolazione? Può darsi, ma in prospettiva futura la ritengo una buona base di partenza. Alzi la mano chi si aspettava di poter mettere in difficoltà, sul mero piano del gioco, l’Atletico o la Juventus. Poi abbiamo perso, anzi, siamo stati umiliati nella gara di ritorno a Madrid, ma purtroppo questo non è imputabile solo a qualche scelta tecnica. Il Milan ora deve ripartire, subito, questo è il dictat che arriva dalle alte sfere, con l’obiettivo di rincorrere quell’ultimo posto utile per l’approdo in Europa. Seedorf vacilla, ingiustamente. Impresa titanica, avvincente anche, realizzabile? Se il Milan riuscirà ad essere quello visto  contro la Juventus, si riaccende un barlume di speranza. Se invece la squadra di Seedorf avrà l’atteggiamento messo in campo ad Udine, signori meglio far fare le ossa a qualche giovane promettente sul campo e ripartire da zero la prossima stagione.

Il problema non è solo legato alle qualità dei giocatori a disposizione, il problema è legato alla loro convinzione, alla loro fame di riscatto, al loro non sedersi su ciò che è stato fatto fino ad ora perché “tanto ormai …”. Questo atteggiamento deve far capire a Berlusconi, Galliani, Barbara e a chiunque debba trovarsi a ricostruire un Milan glorioso, che il problema non è il costo del cartellino o l’ingaggio milionario. Il problema è che in questo Milan, sono in pochi a lottare per la maglia. Mi aspetto, ovviamente, una partita decisa contro il Parma. Mi aspetto un atteggiamento positivo da parte degli undici che scenderanno in campo. Mi aspetto sudore e sangue, non manfrine e passeggiate sull’erba. Lo status di campione in questo momento non è attivo per alcuno degli interpreti di casa rossonera. Nessuna stelletta, nessun riconoscimento per ciò che è stato fatto in passato, è più valido. Il Milan deve dimostrare di aver capito l’errore dalla propria caduta, armarsi fino ai denti per consentire una ripartenza dignitosa nella prossima stagione. All’indomani della sconfitta in Champions, d’istinto ho pensato che rimanere fuori dalle competizioni europee potesse essere un buon viatico per la ricostruzione. Ma a mente fredda mi rendo conto che il Milan ha bisogno di un obiettivo immediato da raggiungere, senza il quale si assisterebbe all’ennesimo rinvio della rifondazione rossonera. La rabbia non mi abbandona, a causa del troppo amore per questi gloriosi colori.

per Milannews.it

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