Paolo Maldini alla Gazzetta: "Hanno distrutto il mio Milan, Galliani si sente onnipotente ma non c'è nessun progetto"
Matteo Bursi
"Hanno distrutto il mio Milan, Galliani si sente onnipotente ma non c'è nessun progetto", bastano tre concetti per capire la portata dell'intervista rilasciata da Paolo Maldini alla Gazzetta dello Sport oggi in edicola. La situazione drammatica di oggi "nasce dall'addio di tanti calciatori con la mentalità vincente, questa dirigenza dimostra di pensare all'oggi e non al domani. Gli acquisti dovrebbero essere funzionali al gioco, i parametri zero ti possono andare bene una volta, ma la seconda no. Affidarsi sempre ad un procuratore - sottolinea Maldini - è ugualmente rischioso. In società non c'è un direttore sportivo, quando Leonardo spinse per me nel ruolo di ds, Galliani rispose che è una figura superata. Non ci sono bandiere, solo Filippo Galli e Mauro Tassotti, e anche l'eventuale addio del secondo sarebbe un danno incredibile".
L'analisi del Milan dagli occhi di Paolo Maldini è dettagliatissima: "Galliani - dice alla Gazzetta dello Sport - è un grandissimo dirigente, ma il Milan che pure ha tanti dipendenti è sottostrutturato a livello sportivo. Faccio un esempio, se arriva un allenatore che dice che Pirlo non serve più al Milan, ci deve essere qualche dirigente che sottolinei che a livello sportivo continua ad essere un patrimonio del club". Ancora su Galliani: "Si crede onnipotente, non ricorda che tutti i successi non sono arrivati unicamente grazie a lui, ma anche grazie ad un gruppo che sapeva gestire lo spogliatoio. Se qualcuno non rigava dritto - assicura l'ex capitano rossonero alla Gazzetta - ci pensavamo noi".
I contatti recenti con Barbara Berlusconi, confermati dal grande terzino rossonero: "Abbiamo avuto due colloqui, Barbara mi voleva nel Milan, ma dopo la divisione delle cariche non ho più sentito nessuno. Se saprà gestire il Milan, dipenderà da chi si circonderà". Seedorf? "C'è il rischio che si bruci". Inzaghi: "Sta facendo molto bene a livello di vivaio e questo conta". Balotelli? "Come Pato, non è ancora un campione, ma è sbagliato mettere tutto il peso su di lui, credo però che se giocasse in una squadra già strutturata e vincente sarebbe un'altra storia".


