Tra parametri zero e monte ingaggi: i giovani costano ma convegono di più
Matteo Calcagni
I risultati di una politica incentrata sui parametri zero sono sotto gli occhi di tutti. Il Milan ha riempito la propria rosa di giocatori acquisiti con queste formule: elementi non sempre funzionali o necessari, quasi sempre convinti da stipendi decisamente spropositati. Un continuo andirivieni che ha esteso all'ennesima potenza il monte ingaggi, con conseguenti e dolorose cessioni per ripianare il bilancio: un esempio, forse quello più calzante, è il doppio addio di Ibrahimovic e Thiago Silva nell'estate del 2012. Quella rinuncia incredibile appariva come il definitivo spartiacque tra il passato e il progetto futuro, improntato sui giovani e sugli investimenti mirati. Eppure, dopo un'annata effettivamente in controtendenza con le precedenti abitudini, la vecchia politica pare essere tornata di moda. Tuttosport ha elencato la top 10 degli stipendi rossoneri e, al sesto e settimo posto, troviamo Essien e Honda: il ghanese percepisce un emolumento di 3 milioni netti, il giapponese di 2.7.
Se l'operazione Honda, fin qui deludente dal punto di vista tecnico, ha avuto un importante riscontro di marketing, quella relativa ad Essien ricalca totalmente i frettolosi parametri zero degli ultimi anni. Uno di questi acquisti, nello specifico, sta ancora pesanto sul bilancio rossonero: Philippe Mexes, preso dalla Roma con un quadriennale a 4 milioni netti, fu preferito ad Astori ed arrivò in una difesa già comprensiva di Nesta, Thiago Silva e la coppia Bonera-Yepes. In queste settimane si fa il nome di Alex (trentunenne che dovrebbe svincolarsi dal PSG), come se lo spartito non volesse cambiare. Che i parametri zero siano più "convenienti" degli investimenti ragionati, è un falso mito: il più delle volte si tratta di stagioni e stagioni di lordi quasi insostenibili, senza che a termine contratto rientri alcuna cifra. E' verissimo che, nell'immediato, un buon giovane costa più di un ultratrentenne svincolato, ma nel medio periodo? Il giovane, anche in caso di mezzo fallimento, può essere tranquillamente piazzato a cifre simili (se non superiori). E' giusto costruire uno zoccolo duro con giocatori di esperienza e in un'età congrua (vedi Montolivo preso a 27 anni dalla Fiorentina), ma per rifinire ed impreziosire la squadra serve un netto cambio di filosofia.


