CHE MILAN SARA'?
Davide Bin
Complice l'immediata sosta dopo la prima giornata di campionato, si è aperta la discussione, sui mass-media ma anche fra i tifosi, su come Ancelotti deve schierare questo Milan "straordinario", creato dalla società con una campagna acquisti "imponente". Prima di tutto, però, urge una riflessione su questi due aggettivi, usati da Galliani in conferenza stampa alla vigilia dell'esordio in campionato contro il Bologna; sicuramente la società ha rinnovato la rosa in tutti i settori rispetto alla scorsa stagione e lo ha fatto sempre con un occhio ben attento al bilancio ed evitando spese folli; per questo la campagna acquisti si può certamente definire imponente se si parla di numero e di valore dei giocatori inseriti in rosa ma non se si considerano gli investimenti, visto che il Milan è solo quinto nella speciale classifica di chi ha speso di più, dietro alla solita Inter (ovviamente prima), addirittura al Genoa e anche a Fiorentina e Roma, cioè quasi tutte squadre arrivate davanti al Milan nella scorsa stagione ma che hanno investito di più sul mercato per rinforzarsi; inoltre il Milan è addirittura secondo nella classifica di chi ha incassato di più, dietro solo al Palermo di Zamparini e ciò dimostra più eloquentemente di qualsiasi altro discorso che la società ha acquistato molto ma anche venduto parecchio e, infatti, la rosa a disposizione dell'allenatore è numericamente simile, per non dire identica, a quella del passato. Sempre considerando le cifre pubblicate ad inizio settimana dalla Gazzetta, si può vedere come il Milan abbia speso 43.5 milioni di euro e ne abbia incassati 38.5 dalle cessioni, con un passivo di "soli" 5 milioni, risultando la più parsimoniosa fra le grandi (tutte con un passivo superiore ai 20 milioni di euro); non lasciatevi commuovere, quindi, quando gli alti dirigenti rossoneri parleranno di investimenti importanti e di grossi sforzi economici per rinforzare la squadra, perchè le cifre sono queste, sono chiare e parlano di una realtà ben diversa da quella che è stata disegnata ad arte dalla società; intendiamoci, non è necessariamente una realtà negativa, perchè prima o poi bisognerà anche darsi una calmata e smettere di spendere cifre folli e poi un vecchio proverbio dice che non sempre chi più spende più vince. Se poi si riesce ad inserire in rosa elementi come Ronaldinho, Flamini e Zambrotta (tutti molto positivi all'esordio) evitando di svenarsi dal punto di vista finanziario ben venga, ma almeno la società abbia il pudore di evitare di piagnucolare per investimenti imponenti che, cifre alla mano, non sono poi così esorbitanti. Scorrendo i nomi che compongono la rosa, inoltre, si può notare un'altra singolare anomalia: ad esempio, nella lista UEFA di 25 giocatori, oltre alla "sospetta" assenza di Nesta di cui ho già parlato in altra sede, si può notare la presenza di soli 5 centrocampisti, cioè i soliti Pirlo, Gattuso e Ambrosini più Emerson e Flamini, mentre ci sono ben 7 attaccanti e 10 difensori; è vero che in caso di emergenza si può spostare a centrocampo qualche difensore o arretrare Seedorf (inserito fra gli attaccanti), però è perlomeno singolare come il reparto fondamentale di una squadra, quello che copre la zona in cui di fatto spesso si vincono o perdono le partite, sia stato così trascurato e quasi indebolito (numericamente) rispetto al passato. Se ricordate bene, uno dei problemi più gravi della scorsa stagione era sicuramente stato quello della mancanza di alternative agli "stakanovisti" Pirlo, Gattuso e Ambrosini, costretti a giocare moltissimo, senza soluzione di continuità e giunti a fine stagione stremati e stravolti e senza la lucidità necessaria nei momenti decisivi di campionato e Champions.
Una campagna acquisti lungimirante avrebbe dovuto risolvere tale problema e dare ampia possibilità di scelta al tecnico nel settore nevralgico del campo, invece si è puntato sulla qualità (ovvero l'ottimo Flamini) e si è scommesso sull'usato sicuro già presente in rosa (Emerson che dovrebbe aver finalmente risolto i problemi fisici che l'hanno condizionato nella scorsa stagione) ma parallelamente sono stati accontentati gli scontenti (Brocchi e Gourcuff), lasciando immutato il numero di giocatori presenti in rosa in questo reparto. Come ben sapete, invece, sono aumentati gli attaccanti e i trequartisti e ciò equivale ad una chiara indicazione al tecnico da parte di chi si occupa del mercato: questa volta vogliamo vedere in campo un Milan fantasioso, spregiudicato e sbilanciato in avanti alla ricerca dello spettacolo e delle vittorie; da questo punto di vista la partita contro il Bologna ha già dato un esito contraddittorio e, se vogliamo, un po' inquietante: il Milan ha giocato bene, ha divertito il pubblico (soprattutto con le magie di Ronaldinho), ha dato spettacolo per lunghi tratti ma ha perso, soffrendo molto a centrocampo e in difesa, soprattutto quando Ancelotti ha sbilanciato la squadra, inserendo Shevchenko al posto di Jankulovski e cambiando di fatto modulo alla ricerca della vittoria; lo dimostra eloquentemente l'azione che ha portato al gol della sconfitta, in cui Valiani ha potuto percorrere tutto il campo senza che nessuno si occupasse di lui e in cui lo stremato Ambrosini non è riuscito a stargli dietro consentendogli di tirare in porta in tutta tranquillità. Fortunatamente siamo solo agli inizi, ma Ancelotti dovrà lavorare molto per trovare i giusti equilibri: potrà giocare con due punte e un trequartista, una punta e due trequartisti, potrà "esagerare" in situazioni di emergenza, aumentando il numero di giocatori offensivi in campo, ma dovrà stare attento a mantenere un minimo di equilibrio tattico per non andare incontro a grossi problemi e brutte figure, soprattutto contro squadre abili a chiudersi e a far male in contropiede. In passato il mister rossonero ha dimostrato di essere molto bravo a trovare soluzioni tattiche valide e originali per far convivere nella stessa formazione molte "stelle" e riuscire a conquistare comunque vittorie e trofei, visto che il Milan è la squadra più vincente di questi ultimi anni in cui Ancelotti ha guidato il gruppo rossonero. Ora la sfida che l'attende ha un altissimo coefficiente di difficoltà e per questo vincerla sarà ancor più affascinante e appagante, per lui e anche per noi tifosi, che non vediamo l'ora di poter tornare ad esaltarci e divertirci per un Milan spettacolare e, si spera, vincente, nonostante non tutti i problemi siano stati risolti. C’è grande entusiasmo intorno a questa squadra e lo dimostra la reazione del pubblico al primo passo falso stagionale: niente malumore o contestazione ma solo comprensione e rinnovata fiducia, ma bisogna stare attenti a non deludere ancora il popolo rossonero dopo averlo illuso così tanto in estate, quindi tutto il gruppo ha il dovere di impegnarsi a fondo per mantenere le promesse, fondate o illusorie che siano.


