Dopo il dualismo arriva l'intesa: Bacca e Lapadula insieme, quando necessario
Matteo Calcagni
Undici minuti (più recupero) insieme, uno schieramento coraggioso per sbloccare il risultato, una "strana" intesa che ha contribuito al vantaggio. Parliamo ovviamente di Bacca e Lapadula, due centravanti definiti spesso incompatibili, ma più affiatati e coordinati di quanto si potesse immaginare. Contro il Cagliari, dopo l'ingresso dell'ex Pescara, il colombiano ha avuto più spazio per agire e concludere: risvolto tattico che ha portato al pesantissimo gol partita, segnato dal colombiano a due minuti dal termine.
O UNO O L'ALTRO - Difficilmente Montella schiererà entrambi gli attaccanti dal primo minuto, sia per questioni di equilibrio sia per necessità numerica, visto che (senza Luiz Adriano) dispone di soli due centravanti in rosa. La coabitazione può però diventare una soluzione efficace in particolari situazioni di partita, un po' come accaduto domenica a San Siro. Finora l'Aeroplanino ha preferito utilizzare o Bacca o Lapadula, anche a gara in corso, ma forse la musica sta iniziando a cambiare.
SOLUZIONE FINALE - E' chiaro che il tecnico campano preferisce mantenere intatta la stabilità della sua formazione, anche a costo di rinunciare a qualcosa in termini di pericolosità. Una filosofia certamente condivisibile, anche considerando i risultati fin qui ottenuti dai rossoneri, capaci di vincere tante partite e di portare a casa numerosissimi risultati positivi. In determinati contesti però è possibile prendersi qualche piccolo rischio, senza lasciarsi andare all'arrembaggio sconsiderato ma provando a far rendere al massimo le caratteristiche del binomio colombiano-italiano. Contro il Cagliari ha funzionato, potrebbe accadere anche in futuro...


