Il valzer degli allenatori: tanti nomi e poche certezze
Matteo Calcagni
Leonardo, Galli, Tassotti, Lippi, Allegri, Costacurta, Galli-Tassotti, Van Basten e (addirittura) il Presidente Silvio Berlusconi: in questi giorni il dibattito sul prossimo allenatore del Milan é assolutamente acceso ma, a conti fatti, le certezze sono poche, quasi nulle. Domenica, nell'eventualità augurata del terzo posto matematico, si potrebbe finalmente sciogliere il nodo allenatore, andando a cadere tutti i dubbi emersi nelle ultime settimane. Al momento, escludendo gli outsider, i nomi "caldi" per la panchina rossonera sono quattro: Galli, soluzione interna che, stando ai media, pare favorita; Van Basten, l'uomo del Presidente, il pupillo che potrebbe ri-scatenare le fantasie del patron milanista; Allegri, che bene ha fatto in terra sarda con il Cagliari e, infine, Leonardo, di cui molti sperano nella riconferma, cercando di ricucire lo strappo con Berlusconi, con Galliani in prima fila per tentare tale riappacificamento.
Nonostante il valzer sia quantomeno vivo, é evidente che i giochi non sono ancora del tutto chiusi: Galli non proferisce parola sul suo futuro; il procuratore di Van Basten manda attestati di stima al Milan ma, con costanza, nega contatti con il Diavolo; Allegri, parso in prima fila qualche settimana fà, sembra ormai passato in seconda fila. L'ambiente, evidentemente, fà trapelare pochissimo sul futuro della panchina rossonera e i maggiori organi di stampa, di giorno in giorno, tendono ad eleggere sempre un nuovo candidato: come un testa a testa senza esclusione di colpi. Al momento, dunque, pare lecito e doveroso concentrarsi sul presente (Leonardo dixit), conquistare il punto (o i due punti) necessari al terzo posto matematico e, solo allora, lasciarsi andare alla pianificazione del futuro che, al momento, non sembra affatto così limpido.


