Galliani, il Milan e una panchina che scotta: del doman non v'è certezza
Salvatore Trovato
Leonardo e il Milan, una love story che si conclude dopo tredici anni di unione, per la serie "c'eravamo tanto amati", ma adesso ognuno per la sua strada. Un addio, un vuoto, una panchina sgombra. Chi dopo il mister brasiliano sulla scottante panca rossonera del Meazza? Tanti identikit, un paio di nomi, nessuna certezza. "Il Milan fino ad oggi non ha contattato nessuno, per questa decisione ci vuole tempo, non si prende in pochi giorni, anzi, ce ne metteremo molti di più, non ci sono urgenze". Parola di Adriano Galliani, sceneggiatura un tantino approssimativa: è vero, la scelta è di quelle da ponderare bene, con le giuste misure, ma è anche vero che perdere altro tempo prezioso potrebbe risultare, a conti fatti, letale.
Bisogna pianificare al più presto, riflettere, ragionare, puntare su cavalli vincenti, con la garanzia di continuità griffata Galli-Tassotti, con una new entry chiamata Allegri o con un tecnico vecchio stampo conosciuto come Marcello Lippi da Viareggio. "Il Milan ai milanisti"... o agli amici, ha teneramente sentenziato l'amministratore delegato rossonero. "Qualche allenatore in questi giorni mi ha chiamato per dirmi che anche lui ha fatto una tournée con noi", ha scherzato in conferenza stampa, come se ci fosse anche il tempo per sdrammatizzare, in un momento di smobilitazione e di lavori - seriamente - in corso! Detto questo, chi vuol esser lieto sia, del doman non v'è certezza, o meglio da domenica, anche perché sabato, contro la Juve, al timone ci sarà ancora una volta, per l'ultima volta, mister Leo, vecchia fiamma di un Milan che ha un'estrema necessità di voltare pagina.


