L'importanza di chiamarsi Suso: l'Inter nel mirino e il closing non fa paura
Matteo Calcagni
Nel mezzo del frenetico via vai del closing, con uno storico passaggio di proprietà che si sta finalmente concretizzando, il Milan si avvicina a rapidi passi verso il derby di sabato, crucialissimo snodo verso la corsa europea delle due milanesi. Il Diavolo arriva alla stracittadina in un buon stato di forma, visto il 4-0 contro il Palermo, ma le dinamiche di queste sfide sono sempre difficili (quasi impossibili) da comprendere. In più c'è tutto il discorso societario che, in un modo o nell'altro, rischia di distrarre e condizionare le teste dei giocatori, non per forza in negativo.
ATTACCO SUGLI SCUDI - Vincenzo Montella, pur dovendo rinunciare a Pasalic per squalifica, non può dirsi insoddisfatto per come approccerà alla gara contro l'Inter: la difesa col rientro di Calabria è salita di grado, a centrocampo ci sono alcune soluzioni e l'attacco, ad oggi, è il reparto che convince di più. Il recupero di Suso è stato fondamentale per ridare smalto a tutta la fase offensiva: non è un caso che, nel match con i rosanero, siano andati a segno anche Bacca e Deulofeu. La sensazione è che la sorte del derby possa dipendere proprio dalla prestazione del tridente offensivo, indirizzando di conseguenza la gara.
L'IMPORTANZA DI SUSO - All'andata il Milan riuscì a passare in vantaggio per ben due occasioni proprio grazie allo spagnolo ex Liverpool, una vera spina nel fianco per la retroguardia nerazzurra. Probabilmente Pioli prenderà le giuste contromisure, ma una marcatura più ferrea del nativo di Cadice aprirebbe varchi interessantissimi per gli altri rossoneri, uno su tutti il connazionale Deulofeu, il quale ha già dimostrato di saper fare male se messo nelle giuste condizioni. E chissà che a closing avvenuto, con certezze aggiuntive per quanto riguarda il futuro, la squadra non possa mettere in campo quel surplus fondamentale per fare la differenza.


