IL MILAN RICOMINCIA DA TRE
Davide Bin
E' stata la serata delle prime volte stagionali per il Milan: i primi gol degli attaccanti (Pato e Borriello) nelle partite "che contano" hanno consentito di cogliere il primo successo ufficiale, nonchè prima vittoria di questa stagione contro una squadra straniera, dopo le tante sconfitte in amichevole nel precampionato. La vittoria è preziosissima e gradita dopo le due sconfitte in campionato e permette di ipotecare il passaggio del turno in Coppa UEFA (ma senza quel gol subito nel finale saremmo stati ancora più tranquilli), però non illudiamoci che tutti i problemi siano svaniti come d'incanto: la prestazione è stata positiva ma non trascendentale, c'è stato grande impegno da parte di tutti ma per lunghi tratti il gioco è stato poco lucido e incisivo; inoltre teniamo conto del fatto che una squadra tutto sommato modesta come lo Zurigo è riuscita a segnare due gol (uno bellissimo e valido e un altro annullato forse ingiustamente) e ha creato qualche altro brivido con la complicità del solito Dida, apparso ancora molto insicuro e tutt'altro che recuperato. Le buone notizie vengono da Pato (gran gol) e Borriello (anche lui in rete), mentre Shevchenko si è impegnato molto, è stato spesso impreciso sotto porta ma anche sfortunato in occasione della traversa colpita nel primo tempo e prosegue nel suo digiuno anche se darebbe chissà che cosa per tornare al più presto ad esultare nel "suo" stadio. La difesa non è stata impeccabile ma era in versione "riveduta e corretta"; il centrocampo, alle prove generali senza il regista Pirlo, ha dimostrato ancora una volta l'insostituibilità del suddetto, perchè Flamini ha altre caratteristiche e Seedorf preferisce svariare in posizioni più avanzate; Kakà ha dimostrato grinta e voglia di fare con tanti tentativi di partire palla al piede e in velocità come ai bei tempi, ma non ha tenuto conto delle condizioni fisiche ancora precarie, andando quasi regolarmente a sbattere contro il muro difensivo svizzero e a perder palla sui sapienti raddoppi di marcatura; l'attacco si è finalmente sbloccato e anche il gioco ha mostrato progressi. Indicazioni contrastanti, quindi, per il tecnico, che può dirsi soddisfatto ma non troppo e può godersi una vittoria che consente di affrontare il futuro con un po' più di serenità ma non può certo pensare che i "lavori in corso" per ridare brillantezza e competitività alla squadra si siano già conclusi.
La Coppa UEFA non è la Champions e non solo perchè manca la musichetta all'ingresso delle squadre in campo; l'atmosfera non è e non può essere la stessa e il pubblico non è quello delle "vere" serate di coppa, anche se 25000 spettatori sono comunque una bella cifra, sicuramente superiore a quelle delle ultime esibizioni in Coppa UEFA della stagione 2001/2002. In Curva Sud c'è un discreto entusiasmo: i cori per Ancelotti dimostrano il pensiero dello "zoccolo duro" del tifo milanista riguardo alle difficoltà di questo avvio di stagione: Carletto non si tocca e rimane un mito, ma anche i giocatori vengono accolti bene e incitati prima e durante la partita, a significare che il bonus di fiducia e pazienza non si è certo esaurito con le due sconfitte che hanno aperto l'avventura in campionato. Ancelotti vara un Milan alternativo, a cominciare dalla porta, dove si rivede Dida, assente da gennaio in partite ufficiali; la difesa presenta a destra la novità Antonini, con Bonera e Kaladze centrali e Jankulovski a sinistra; a centrocampo Flamini e Ambrosini vengono affiancati da Seedorf, mentre Kakà agisce da trequartista dietro alle punte Pato e Shevchenko.
Il Milan prova a partire sparato per lasciarsi definitivamente alle spalle sconfitte, brutte figure, ansie e paure, ma i risultati non sono quelli sperati; c'è molta imprecisione e confusione e lo Zurigo fa la sua discreta figura correndo, pressando, provando a chiudere i varchi e cercando di pungere in contropiede. Antonini spinge sulla destra ma non è Zambrotta, Kakà va a sbattere e rimbalzare contro la difesa svizzera, Shevchenko sembra il miglior Paperino (quello di Walt Disney, non quello con il n°7) sbagliando molto sotto porta e venendo penalizzato anche dalla sfortuna, sotto forma di traversa che respinge beffardamente un bel tiro che negli anni d'oro sarebbe sicuramente entrato. I rossoneri non riescono a sbloccare la partita e si innervosiscono, poi vengono salvati dalla terna arbitrale, che annulla un gol forse regolare allo Zurigo e riescono a segnare proprio nel finale di tempo, con un inedito tiro di destro di Jankulovski, abile a riprendere una respinta sull'ennesimo errore davanti alla porta di Sheva e a infilare il portiere sotto le gambe grazie anche ad una provvidenziale deviazione di un difensore. Un gol che è un'autentica manna dal cielo, perchè trasforma i mugugni e i borbottii del pubblico in ovazioni e i prevedibili fischi alla fine del tempo in applausi che accompagnano la squadra al riposo.
La ripresa si apre sulla falsariga del primo tempo, con il Milan in avanti ma sempre un po' pasticcione, ma ben presto arriva la giocata più bella della partita, ovvero la staffilata di Pato su punizione che incenerisce il portiere avversario da trenta metri. Boato del pubblico ed esultanza sfrenata del Papero rossonero, abbracciato da tutti i compagni e che corre anche verso la panchina, per prolungare i festeggiamenti ed un momento magico che dovrebbe porre fine ad un periodo difficile e tribolato. Ora la partita è tutta in discesa e ci si può rilassare; Ancelotti apre la serie delle sostituzioni proprio concedendo la meritata standing ovation ed un po' di riposo a Pato, sostituito da Borriello; entra anche Emerson al posto di Ambrosini e subito dopo Borriello segna il primo gol della sua nuova e, si spera, più fortunata carriera in rossonero con un rasoterra "chirurgico" scoccato quasi da fermo e che s'infila a fil di palo. Cori e applausi anche per Marco, che in pratica è l'unico centravanti "di peso" dell'attacco rossonero, quindi Ancelotti farà molto affidamento su di lui, non avendo ottenuto dalla società i vari Adebayor, Eto'o o Drogba. Per ravvivare il finale di partita, il mister toglie il sempre più depresso Shevchenko, rincuorato dagli applausi dello stadio e dai cori della curva per inserire Ronaldinho, che in un quarto d'ora mostra qualche giocata spettacolare ma non può certo fare meraviglie, anche se ogni suo tocco di palla viene sottolineto dagli OOOHHH di ammirazione del pubblico estasiato. Purtroppo, però, la giocata più bella del quarto d'ora finale è il gol dello Zurigo, un gran tiro dalla distanza di Juric che si infila all'angolino; in quest'occasione Dida è incolpevole, ma in precedenza aveva messo i brividi a tutti i presenti con un paio di uscite imprecise e, soprattutto, trotterellando quasi indifferenete e distratto dietro ad un pallone lento ma velenoso andato a rimbalzare sul palo.
Alla fine applausi per tutti, perchè la vittoria tira un po' su il morale all'ambiente, ultimamente un po' mogio; certo il 3-0 avrebbe voluto dire qualificazione pressochè certa, mentre così ci vorrà un po' più di attenzione e concentrazione nel ritorno a Zurigo, ma il più sembra fatto e la cosa più importante era ritrovare un po' di serenità e tranquillità grazie ad un risultato positivo. Come già detto la Coppa UEFA non è la Champions ma è comunque un obiettivo importante e da onorare al meglio, nonostante ora la priorità sia risollevarsi in campionato dopo la falsa partenza. In fondo questa sfida contro lo Zurigo era già un crocevia della stagione: ripartire di slancio per non precipitare nel baratro della crisi e delle polemiche ed essere riusciti nell'intento è già motivo di soddisfazione. La vittoria è arrivata, per il miglior Milan, invece, bisogna attendere ancora un po'!


