Empoli e Crotone come ulteriore conferma, in attesa di nuovi rinforzi: quanta fatica per il Milan senza Romagnoli
Simone Nobilini
Due partite (nonchè indizi) per fare un'ulteriore, evidente prova, capace di sovrastare anche poche, episodiche situazioni: senza Alessio Romagnoli la difesa del Milan non è (e non può) essere la stessa. Dopo la prima, ottima annata in rossonero, volta a confermare le già ottime qualità mostrate con la maglia della Sampdoria, il prodotto del settore giovanile della Roma ha saputo rivelarsi quantomai fondamentale anche nel corso della gestione Montella: elemento nettamente più affidabile di un pacchetto che, fatta eccezione per il prolungato, alto rendimento di Paletta, non ha ancora certamente trovato certezze. Se non nell'unico, oneroso (e giustificato) grande investimento difensivo degli ultimi anni dalle parti di via Aldo Rossi, finito per mancare tanto anche in gare sulla carta più abbordabili.
CAMBIAMENTO TOTALE - Dal punto di vista tecnico e tattico. Perchè Romagnoli, affiancato a Paletta, Gomez e Zapata, risulta indiscutibilmente l'elemento con maggior qualità all'interno del parco difensivo rossonero: piedi buoni per dare il via all'azione dalle retrovie e, aspetto non da meno, il miglior mix tra posizionamento e puntualità nella chiusura, capace di renderlo indispensabile per proteggere la porta di Donnarumma. Aspetti che calano notevolmente, nella percentuale di positività e abilità, con qualsiasi altro tandem difensivo rossonero che non includa l'ex Samp: cambiamento totale che, dati alla mano, ha finito per penalizzare la squadra di Montella in più di una situazione, perdendo punti importanti contro avversari tutt'altro che insuperabili.
TRA RISULTATI E NUOVI PARTNER (?) - Sceso sinora in campo in 25 occasioni (su 34) in campionato, Romagnoli ha visto la propria assenza pesare in maniera importante nelle situazioni in cui il Milan ha dovuto fare a meno di lui: 13 i gol incassati (su 38 complessivi) in 9 gare senza il centrale classe '95, con una generale sensazione di instabilità della linea difensiva evidenziata anche contro attacchi non irresistibili, come quelli di Empoli e Crotone (rispettivamente primo e secondo peggior reparto offensivo della Serie A). Il clean sheet del duo Zapata-Paletta contro il Sassuolo è risultato la classica rondine incapace di far primavera, anche di fronte alle tante incertezze mostrate negli ultimi due match e (in una sola, decisiva azione) nella gara contro la Sampdoria: ulteriore conferma di come la nuova società rossonera, a fine stagione, sia chiamata a rinforzare sensibilmente anche il pacchetto arretrato, con obiettivi come De Vrij o Musacchio più che utili alla causa. Per non vedere il solo Romagnoli, con continuità, innalzarsi ad elemento fondamentale ed affidabile per la difesa del Milan.


