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Via al casting per il nuovo bomber: un nome in cima alla lista, due alternative affascinanti e un piano di emergenza che non convince

autore
Fabrizio Tomasello
per Milannews.it
domenica 7 maggio 2017, 00:00Editoriale
autore Fabrizio Tomasello
07.05.2017 00:00Editoriale

La caccia al bomber in casa Milan si arricchisce di una nuova ed avvincente puntata. Acclarata l’impossibilità di arrivare all’iniziale sogno di Fassone e Mirabelli, Pierre Emerick Aubameyang, attratto come una calamita dai milioni a profusione offerti dal Paris Saint Germain, ed esclusi dalla corsa i vari Benzema, Lacazette, Dzeko, Belotti, la dirigenza rossonera ha rapidamente voltato pagina ed indirizzato il proprio sguardo verso occidente. Direzione Madrid, il regno dello spagnolo Alvaro Morata, indubbiamente il primo nome nella lista dei desideri di Montella.
Inutile stare a sottolineare le molteplici virtù terapeutiche di un’operazione del genere. Dopo tanti anni di umiliazioni in campo e sul mercato, di ristrettezze economiche, di prestiti e parametri 0 come unica soluzione praticabile per una dirigenza a corto di idee e di risorse, portare a Milano uno dei primi cinque attaccanti centrali in Europa assicurerebbe a tutto l’universo Milan una serie di benefici di proporzioni incalcolabili, in campo e fuori. A questo dovranno pensare Fassone e Mirabelli quando si sentiranno sparare dal Real Madrid 70 milioni per il cartellino dell’ex juventino.
Attenzione però ai tanti ostacoli sulla strada tra Morata e il Milan: c’è prima di tutto da convincere il giocatore della bontà del progetto rossonero, poi il club madrileno della bontà dei soldi cinesi, e nel frattempo sperare che dalla perfida terra d’Albione non arrivi una di quelle offerte spazza-concorrenti che società ricchissime come Chelsea, Manchester United o City possono calare sul piatto in qualsiasi momento.
Ecco perchè in via Aldo Rossi si studiano opzioni alternative. Ad esempio ha preso a circolare con una certa insistenza il nome di Kasper Dolberg, diciannovenne centravanti dal piede caldissimo. Curioso che il portale di riferimento trasfermarkt.it valuti il suo cartellino ancora sugli 8 milioni di euro, perchè l’Ajax non sembra disposto neppure a sedersi al tavolo delle trattative per un’offerta inferiore ai 30 milioni di euro. Probabilmente a ragione, perchè il classe 1997 danese potrebbe presto diventare il nuovo crack del calcio europeo.
Un po’ come Keita Balde Diao, protagonista di un finale di stagione sensazionale con la maglia della Lazio e pronto ad un futuro da punta centrale. Le 13 reti già segnate in campionato dall’attaccante senegalese (quanto Bacca, ma partendo quasi sempre dalla panchina) hanno solo rafforzato le convinzioni di Fassone e Mirabelli, già pronti a chiudere l’affare a gennaio se il closing non avesse subito uno dei suoi tanti slittamenti. Oggi l’interesse rossonero è sempre elevatissimo ma si è impennato anche quello delle concorrenti. Tra queste l’onnipresente Juventus, solleticata dalla situazione contrattuale dell’esterno biancoceleste (scadenza 2018) che ne fa una preda prelibatissima.

Anche in questo caso (come per Musacchio e Kessie, prossimi al trasferimento in rossonero) il Milan si è mosso per tempo offrendo all’agente del calciatore Calenda un quinquennale da 2,2 milioni di euro netti a salire. La partita però è ancora lunga da giocare.
L’ultima idea per l’attacco rossonero porta a Nikola Kalinic, sul quale forse è il caso di fare qualche valutazione in tema rapporto qualità/età/prezzo. Il centravanti croato tra qualche mese (il 5 gennaio 2018) compirà 30 anni, status che lo pone nella condizione di attaccante non di primissimo pelo. A far nascere dubbi sulla bontà dell’operazione sono però altri numeri. Il numero 9 della Fiorentina, ad esempio, viene dai due anni più importanti e prolifici della sua carriera, nel corso dei quali comunque ha segnato appena 12 gol in serie A il primo anno e 14 questo. Prima dell’esperienza con i viola, Kalinic aveva giocato 4 anni al Dnipro e due al Blackburn, sempre con numeri tutt’altro che esaltanti. 
E veniamo alle dolenti note dei costi. Due anni fa la Fiorentina ha fatto davvero un clamoroso affare strappando Kalinic al club ucraino per la miseria di appena 5 milioni (negli stessi giorni in cui il vecchio condor Galliani acquistava Luiz Adriano per 8,5 milioni di euro, per poi regalarlo come una scarpa vecchia dopo 18 mesi di nulla), ma oggi spenderne 30-40, o addirittura i 50 della clausola rescissoria fissata dalla famiglia Della Valle, sembra a naso un’operazione a perdere. La sensazione è che quanto a carisma, personalità, esperienza e attitudine al successo, qualità indispensabili che il nuovo bomber dovrà garantire al Milan, uno come Kalinic non aggiunga granchè rispetto a quanto offerto negli ultimi due anni da Carlos Bacca. Grande rispetto per l’attaccante croato, ma per scaldare una piazza immalinconita da troppi anni di frustrazione ci sarebbe bisogno di ben altre iniezioni di entusiasmo dal calciomercato.
La verità è che l’argomento centravanti in casa Milan va maneggiato con cura. L’acquisto di un big di caratura internazionale come Alvaro Morata avrebbe un costo elevatissimo, ma anche un innegabile ritorno; così come quelli di Keita e Dolberg, capaci di assicurare freschezza, vitalità ed esaltanti prospettive. Spendere 30 milioni, o più, per il quasi trentenne Kalinic potrebbe forse non essere sufficiente.
 

per Milannews.it

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