Un ritorno da incubo e l'ultima chance per andare in Europa: tutti i numeri della crisi milanista
Pietro Mazzara
Le quattro sberle rimediate ieri sera dalla Roma, a San Siro, hanno certificato in maniera netta e chiara lo stato di crisi del Milan. I limiti tecnici della squadra allenata da Vincenzo Montella, già emersi nel corso dell’ultimo mese, sono stati messi a nudo dai giallorossi, tornati incisivi e redivivi e in grado di rialzare la testa dopo la scoppola subita nel derby contro la Lazio. Vero che Montella ha fuori giocatori fondamentali per queste partite (Bonaventura e Abate) e sta gestendo una rosa che, fin dall’estate, era apparsa qualitativamente inferiore alle altre, ma che grazie al gioco e alla mentalità portate dall’allenatore, era riuscita ad ottenere risultati importanti, sia in campionato sia in Supercoppa. Ma mettendo a confronto quanto accaduto nel girone di ritorno, a parità di partite, con l’andata, i risultati sono diametralmente opposti.
NUMERI NEGATIVI – Nelle 16 partite giocate nella seconda parte del campionato, i punti portati a casa dal Milan sono appena 20, con l’ultima vittoria che risale al poker contro il Palermo, mentre dopo la sconfitta dell’Olimpico del dicembre scorso, i punti in classifica erano ben 32. Ne va da sé che la media punti sia totalmente diversa, crollata dai 2 punti del girone d’andata a 1,25 in quella di ritorno. Un dato, quest’ultimo, che deve far riflettere molto, perché il cammino contro le medio-piccole è stato molto tortuoso, con stop improvvisi e impronosticabili, che hanno fatto perdere punti fondamentali per la cosa europea. Anche i gol realizzati sono diminuiti, passati dai 27 di un girone fa agli appena 23 di quello attuale, mentre sono aumentati i gol subiti (da 20 a 22).
E ORA? - E adesso, per centrare l’Europa League, il Milan dovrà ripetere almeno lo stesso score del girone d’andata contro Atalanta, Bologna e Cagliari, contro le quali ha ottenuto 7 punti su 9. Riuscire a ricalcare quel cammino, permetterebbe ai rossoneri di tenere a distanza sia l’Inter sia la Fiorentina (con la quale il Milan è in vantaggio negli scontri diretti). Insomma, non sarà facile, ma il momento della stagione è incandescente. Con la speranza che a Milanello capiscano che bruciarsi, questa volta, potrebbe fare molto male.


