Un rinnovo che mancava da oltre cinque anni: il nuovo Milan sceglie Montella e rompe col passato
Matteo Calcagni
Vincenzo Montella, nel postpartita di Cagliari-Milan, non si era detto preoccupato sul discorso rinnovo, sottolineando di avere fiducia nella società e soprattutto negli uomini. Due giorni dopo, a seguito di un incontro a Casa Milan, è arrivato il prolungamento di contratto fino al 2019. In mezzo al tourbillon di mercato questa sembrerà una notizia quasi scontata, ma non lo è affatto, anzi... Oltre agli acquisti, questa conferma segna il netto differenziale tra il vecchio e il nuovo Milan.
CINQUE ANNI DOPO - Montella ha firmato il prolungamento il 30 maggio 2017. Il Milan non rinnovava un proprio allenatore dal gennaio 2012, cinque anni or sono, quando Allegri, fresco di scudetto e Supercoppa, dovette attendere gennaio per allungare il suo rapporto con i rossoneri (che sarebbe scaduto a giugno) fino al 2014. Fassone e Mirabelli, ben consci di quanto stabilità e sicurezza influiscano sul lavoro di un tecnico, non hanno perso tempo, senza attendere mesi che avrebbero soltanto creato voci, rumours e possibili crepe.
LO STEP PIU' IMPORTANTE - Da anni ormai il Milan sostituiva allenatori come una sorta di mantra, ponendo obiettivi semi-irrealizzabili ad inizio stagione e pensando che una nuova guida tecnica potesse fare meglio della precedente. La stessa cosa sarebbe probabilmente accaduta a Montella nell'eventualità in cui il club non fosse passato nelle mani dei cinesi, nonostante una Supercoppa vinta ed un'Europa riconquistata. La mancanza di risorse, unita all'"impossibilità" di volare basso, forse impediva una progettualità a medio/lungo termine, di conseguenza la falce è ricaduta sempre sui vari tecnici. Il nuovo Milan ha scelto Montella e ha voluto portare avanti questa decisione, con un rinnovo che rappresenta lo step più importante di questo rinnovato corso.


