Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Gigio cuore d'oro

autore
Luca Serafini
per Milannews.it
venerdì 16 giugno 2017, 15:36Editoriale
autore Luca Serafini
16.06.2017 15:36Editoriale

Ho sbagliato.

Pensavo che Gigio Donnarumma sarebbe rimasto al Milan, invece se ne andrà. Mi dicevo: 18 anni, futuro tutto suo, passa da 200.000 euro l’anno, che se li prendessi io ballerei la Lambada nudo in piazza Duomo, fino a 3, poi 4, poi quasi 5 milioni l’anno (ultima offerta Milan), che se li prendessi io non farei in tempo perché le coronarie mi mollerebbero in un nanosecondo. In ogni caso: io sarei rimasto al Milan, che me ne frega. Sono nato qui, cresciuto qui, mi amano tutti, questi cinesi con la faccia da Fassone sembrano avere voglia di fare una buona squadra… Magari fra un anno o due fanno lo squadrone… Massidai, mi becco ‘ste 5 cocuzze e me no sto qui bello tranquillo che la faccenda si fa divertente. Tanto ho 18 anni, se divento veramente bravo e non faccio più qualche paperella come quest’anno, in cui peraltro gli ho anche salvato le chiappe almeno dieci volte, faccio sempre in tempo ad andarmene, tanto avrò comunque solo 21, 22, o 23 anni al massimo. E poi mi ci vedo in maglia azzurra, mi dona. Mica sarà eterno Buffon, anzi secondo me Ventura non vede l’ora. Quindi io le partite internazionali di livello le potrei giocare comunque. Massidai, resto qui che è il club più titolato al mondo o casomai il secondo, se facciamo male c’è sempre l’Inter che fa peggio e cattura l’attenzione.

Ho sbagliato.

Sarei stato un bel pirla, pensa un po’: a Madrid o a Parigi o a Manchester me ne danno 6. Milioni. Di euro. Netti. Subito. E tra l’altro questi qua lo squadrone (o quasi) già ce l’hanno. Il fatto è che anche io avevo una famiglia che ha scelto per me quando ero minorenne. La mia famiglia scelse per me una scuola privata, facendo sacrifici. La famiglia Donnarumma, che fino a prova contraria di sacrifici ne ha fatti altrettanti, ha scelto Raiola, un mercante, non un manager sportivo. Ma da quando “mercante” è un termine dispregiativo? E cosa c’è di male a fare bene i conti nei giorni in cui passa la carriola piena d’oro?

Questo Raiola non è che sia chissà che cosa, non è un demonio: è uno che a parte Ibrahimovic, perché Pogba ancora non è nessuno, di fuoriclasse non ne ha manco mezzo tra i suoi assistiti. Raiola è bravissimo perché pensa ai soldi, solo ai soldi, è il suo lavoro, vive nel mondo del pallone che pensa soltanto ai soldi, primaditutto ai soldi, pensano tutti ai soldi. Tutti. Ancora devo trovare qualcuno che mi spieghi cosa c’è di male in Mino Raiola. E’ uno che li guadagna, tanti, ma ne investe altrettanti. Tiene per gli zebedei i presidenti dei club, ma di presidenti con gli zebedei in giro non ce ne sono molti. Se io vado con lui, ho già fatto una scelta precisa nella mia vita: mi piacciono, i soldi. Più del Milan, dei tifosi, dello sport, del pallone, della bandiera, della maglia, ma de che state a parlà? Ho baciato la maglia? E sai quante ne bacerò ancora, e non solo di maglie. Tradimento? Ma se finisce un amore, oppure confesso che non c’è mai stato e ora lo rivelo prima che sia troppo tardi, non è piuttosto onestà? Non vi è mai capitato con una donna, tanto per fare un esempio?

Ho sbagliato.

In cuor mio ho ricordato Franco Baresi rispondere: “Juve? No, grazie, vengo in B col Milan”. Ho ricordato la Juve in blocco nel 2006 scendere in B pagando colpe non proprie. Ricordo Totti vincere uno scudetto, soltanto uno scudetto in 30 anni, ma essere alla fine salutato da Imperatore per il semplicissimo unico fatto di essere rimasto lì tutta la vita, dove è cresciuto. Ogni domenica fino al suo ultimo giorno. Ogni tanto è normale ti venga in mente, da cronista incallito e tifoso appassionato, un romanticismo dove i soldi sì, c’entrano, hanno un peso. Ma non tutto, il peso.

Ho sbagliato.

Proprio un bel pirla.

per Milannews.it

Altre notizie