Gigio in balia e prigioniero di se stesso. Non può decidere della sua vita, ma sono gli altri che vogliono sfruttarlo per i loro interessi
Furio Fedele
Solo e isolato anche a Casa Italia. Lo psicodramma di Gigio Donnarumma ieri sera ha vissuto un altro capitolo clamoroso e grottesco. La Federcalcio, nel ritiro di Cracovia alla vigilia della sfida di questa sera contro la Spagna, non avrebbe voluto far parlare il portiere milanista a prescindere, per evitare di sbagliare e farlo sbagliare. Donnarumma ha insistito, ma i vertici dell’Under 21 hanno espressamente chiesto ai cronisti presenti di non insistere sulle domande di mercato che lo riguardavano. Dopo la domenica bestiale condita da situazioni al limite del paradosso, Donnarumma ha dovuto subire un’altra limitazione. A 18 anni, evidentemente, non si è ancora raggiunta la maggiore età. Almeno nel caso del portiere milanista.
DUBBIO. Quindi il suo futuro, amletico e soffertissimo, si saprà solo a conclusione dell’Europeo Under 21. Al più tardi venerdì notte (dopo la finale) o sabato mattina. Donnarumma sta cercando, disperatamente, di far passare il suo pensiero. C’è la sensazione che, comunque, voglia restare al Milan. Ma ogni volta che tenta di spiegarlo c’è chi glielo impedisce
come è successo domenica. Dopo aver intuito che i social vanno gestiti con grande attenzione, ieri sera il portiere avrebbe voluto far capire qualcosa di più. Domenica non conveniva al clan dei Raiola che si dicesse la verità. Ieri sera la Federcalcio non ha voluto contaminare, anche dal punto di vista dell’importanza mediatica, la sfida contro la Spagna.
INESPERIENZA. Purtroppo nemmeno la sua famiglia, sicuramente sana e sincera ma altrettanto inesperta, lo può aiutare. Lui stesso, Gigio, ha ribadito anche ieri per l’ennesima volta che non si sarebbe mai aspettato un clamore così intenso in questa vicenda. Ma come può essere così ingenuo? Avrà anche solo 18 anni, ma non si è accorto di quello che è
diventato per i tifosi del Milan? L’unico rossonero acclamato da tutto San Sirio quando entrava e usciva dal campo a prescindere dal risultato? Donnarumma non si è mai chiesto come mai, a ridosso di Natale, la sua maglia dorata di primo portiere era già stata quasi esaurita, diventando introvabile?
MAI PIÙ COME PRIMA. Siamo d’accordo con chi sostiene che, anche in caso di rinnovo del contratto, nulla sarà come prima. I tifosi rossoneri sono molto delusi. Il loro nuovo idolo ha commesso molti, troppi passi falsi. Consigliato più o meno bene, non è stato in grado di pensare e conseguentemente agire con la sua testa. Mai come in questa occasione il
popolo rossonero si è rivelato più che mai unico e compatto nel criticare il comportamento di un loro (ex) beniamino. Per fortuna la rabbia sta scollinando verso l’indifferenza che è sicuramente il sentimento peggiore che ci possa essere, anche nel mondo del calcio. Donnarumma sì o no? Poco importa. Il Milan e i suoi tifosi rimarranno per sempre.
ATTENZIONE. Restare al Milan più o meno sopportato non è una bella cosa. Nessuno ha dei dubbi sulle qualità professionali di Donnarumma. Sarebbe stato lecito, però, attendersi una prova di maturità concreta e legittima.
Senza baci e abbracci. Senza ipocrisie e confusioni. Senza il timore di essere diverso. Questo vuol dire essere veramente maturi. È la Vita che ti dà i voti.


