VERSO ZURIGO-MILAN
Davide Bin
Adesso il rischio è quello di pensare che tutto sia finito con il derby e rilassarsi dopo la bella e importante vittoria di domenica; questo gruppo, nuovi acquisti esclusi naturalmente, ha già compiuto l'errore pochi mesi fa, a maggio, quando, dopo l'esaltante vittoria contro l'Inter quasi scudettata, che portò momentaneamente i rossoneri al quarto posto, quindi in zona Champions, il gruppo si rilassò e arrivò la figuraccia di Napoli che compromise gli sforzi degli ultimi mesi, pregiudicando definitivamente la qualificazione ai preliminari di Champions League. Proprio per quel peccato di sufficienza e presunzione (dopo aver dominato l'Inter si pensò che vincere a Napoli contro una squadra tranquilla fosse facile) ora siamo qui a parlare della trasferta di Coppa UEFA a Zurigo e non a commentare un match già giocato di Champions: il Milan per questa stagione frequenta il "purgatorio" della Coppa UEFA, alla sua ultima edizione con questa formula e con questo nome (dalla prossima si chiamerà Europa League e assomiglierà alla Champions con fase a 12 gironi autunnale ed eliminazione diretta dai sedicesimi in primavera) e vuole farlo nel migliore dei modi: il progetto illustrato da Seedorf in una recente intervista è ambizioso e stuzzicante e prevede di vincere la Coppa UEFA per andare a sfidare i campioni d'Europa a Montecarlo e batterli, dimostrando che il Milan, pur non avendo frequentato l'Europa che conta per una stagione, è rimasto nel lotto delle squadre più forti del continente. Inoltre la Coppa UEFA è l'unica che manca nella sontuosa bacheca rossonera e sarebbe bello completare la collezione proprio all'ultima edizione di questo torneo, anche se immagino che, come è avvenuto nel passaggio fra Coppa dei Campioni e Champions League, il trofeo in palio resterà lo stesso. Per tutti questi motivi la partita di Zurigo assume un valore più importante di quello che avrebbe potuto avere se il Milan avesse deciso di snobbare la coppa, concentrandosi solo sul campionato; si parte da un rassicurante 3-1 ottenuto all'andata, successo che ricordiamo con piacere perchè è stato il primo stagionale ufficiale e il primo contro squadre straniere e, soprattutto, ha consentito al Milan di uscire dal momento difficile coinciso con le due sconfitte nelle prime due partite di campionato.
Purtroppo quel gol subito ha lasciato leggermente aperto il discorso qualificazione e costringerà i rossoneri a restare concentrati per evitare brutti scherzi; sarebbe imperdonabile rovinare la ritrovata serenità dopo quattro vittorie consecutive (tre in campionato) e l'euforia seguente alla vittoria nel derby con una figuraccia europea e il gruppo rossonero ha l'esperienza e la maturità giusta per evitarlo. Ancelotti ha tenuto giustamente tutti sulla corda e schiererà una formazione con qualche cambio (si gioca ad un ritmo intensissimo e un po' di turn-over è necessario) ma non stravolta: in porta ci sarà Dida, Antonini e Bonera consentiranno a Maldini e Jankulovski di tirare il fiato, mentre saranno costretti agli "straordinari" Kaladze e Zambrotta, anche per la perdurante indisponibilità di Nesta e Senderos; a centrocampo i ballottaggi sono Ambrosini-Gattuso e Seedorf-Kakà, mentre giocheranno sicuramente Flamini ed Emerson; in attacco spazio a Ronaldinho e Shevchenko, i pezzi pregiati della campagna acquisti, momentaneamente ai margini del progetto rossonero ma solo per problemi di condizione fisica. Il brasiliano ha già dimostrato di essere in ripresa con una bella prestazione e il magnifico gol nel derby; ora tocca all'ucraino rilanciarsi, visto che è l'unico attaccante rossonero a non aver ancora segnato e questo la dice lunga sul momento delicato che attraversa dal momento in cui si è trasferito a Londra e dal quale vuole uscire ora che è tornato "a casa", perchè per un cannoniere implacabile com'era lui ai tempi della sua prima carriera in rossonero, essere ancora a digiuno è un fatto singolare e insolito. Lo Zurigo vuole tentare il tutto per tutto e attaccherà e il Milan potrebbe avere spazi invitanti per colpire in contropiede e chiudere definitivamente il discorso qualificazione; gli avversari non sono certo irresistibili come è giusto che sia in un primo turno di UEFA, quindi dovrebbe bastare una normale prestazione, attenta, concentrata e senza sbavature per assicurarsi il passaggio del turno e proseguire il viaggio nel purgatorio, cercando di arrivare fino in fondo per timbrare il passaporto per Montecarlo; questo è la nuova sfida di un gruppo che anche dalle disavventure trova l'ispirazione per dimostrarsi ancora competitivo e vincente e gli stimoli giusti per affrontare qualunque partita con lo spirito giusto, perchè la maglia rossonera va onorata sempre e dovunque.


