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Allegri ed il Milan ostaggi di Cellino. Il riscatto è Lazzari

autore
Luca Serafini
per Milannews.it
sabato 12 giugno 2010, 00:00Editoriale
autore Luca Serafini
12.06.2010 00:00Editoriale

Partito il Mondiali, i milanisti sperano e sognano che qualche stella non troppo anziana e magari a parametro zero cominci a brillare. Aggiungendoci che non siano riflessi accecanti come quelli di Onyewu alla Confederation Cup o Adiyah al Mondiale Under 20. Si augurano anche, nel frattempo, che nonostante il Milan sia impossibilitato a presentare il nuovo allenatore per i dispettosi capricci di Cellino, con Massimiliano Allegri i contatti della società rossonera proseguano per dare una sistematina alla squadra secondo gli indirizzi del tecnico. Il Milan ostaggio di Cellino è un altro triste segno dei tempi.
Per aiutare a sbloccare la situazione, gli indizi che portano a Lazzari sono quasi diventati delle prove: non soltanto la mezzapunta (non “seconda punta”, please) è un oggetto del desiderio di Allegri e può essere un’ottima alternativa a Dinho, Seedorf, lo stesso Pato, ma è anche il riscatto che il Milan può pagare quale riscatto al presidente del Cagliari per placarne i fastidi. Chi sia Cellino, come si muove, come tratta i suoi allenatori, si sapeva. Si sa. Bisognava muoversi prima e diversamente, si doveva mediare la situazione per far sì che l’annuncio del nuovo allenatore del Milan fosse una cosa seria e tempestiva, come sempre lo è stato in 24 anni salvo le piccole bugie a Nils Liedholm quando il suo successore Arrigo Sacchi era già sotto contratto.

Non è stato così, amen. Forse Silvio Berlusconi non ha nemmeno il tempo di chiedersi cosa stia succedendo, e chissà cosa potrà rispondere a chi dovesse domandargli: “Presidente, ma chi è il nuovo allenatore del Milan?”.
Restano gli interrogativi sul mercato. Quanto costerà il riscatto di Allegri tramite Lazzari non si sa di preciso, ma va sottolineato che si tratta di un buon giocatore che può tornare utile per i motivi che abbiamo descritti, non si tratta insomma soltanto di un pedaggio. Ora servono un esterno e un centrocampista: Mondiali o non Mondiali, Allegri o non (molto) Allegri, sono operazioni da condurre in porto. Non importa che sia entro il giorno del raduno o a ritiro in corso.
Un "colpo" è indispensabile non soltanto per la piazza, in continuo fermento - diremmo quasi in subbuglio - ma soprattutto per cercare di colmare quel gap che nell'ultima stagione a un certo punto non sembrava nemmeno così ampio e che invece, siamo sinceri, sembra dilatarsi giorno dopo giorno in questo immobile, afoso annuncio di estate.

per Milannews.it

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