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Gattuso, dopo la difesa a quattro deve aggiungere certezze con scelte coraggiose e una formazione-base

autore
Alberto Cerruti
per Milannews.it
martedì 12 dicembre 2017, 00:00Editoriale
autore Alberto Cerruti
12.12.2017 00:00Editoriale

Il Milan ha bisogno di certezze. L’ex capitano Riccardo Montolivo ha parlato chiaro dopo il ritorno alla vittoria contro il Bologna e io sono pienamente d’accordo con lui. E allora concentriamoci sulle certezze che dovrà dare Gattuso, a cominciare dal modulo con la difesa a quattro, alla quale non a caso ha fatto subito riferimento Montolivo. La stagione scorsa il Milan di Montella si era sempre schierato così e nella storia recente dei rossoneri, soltanto in rare occasioni, come nell’anno dello scudetto con Zaccheroni, la squadra aveva giocato e vinto con la difesa a tre.

A scanso di equivoci, non credo che i moduli siano decisivi, perché sono molto più importanti i giocatori, né credo che il ritorno alla difesa a quattro sia la spiegazione del contemporaneo ritorno alla vittoria del Milan. Ma anche le certezze tattiche servono, perché aiutano i giocatori a trovare affiatamento e meccanismi che poi diventano automatici. Il grande Baresi, quando alzava il braccio per far scattare il fuorigioco sapeva che tutti i suoi compagni di linea lo avrebbero seguito a occhi chiusi, proprio perché quel movimento era stato provato e riprovato prima in allenamento e poi in partita, a prescindere dagli allenatori che si alternavano sulla panchina rossonera.

Ben venga, quindi, il ritorno alla difesa a quattro, anche se Bonucci si è sempre trovato meglio in quella a tre e involontariamente è diventato la causa del cambiamento imposto da Montella, quando tutti erano d’accordo, è bene ricordarlo. Ovviamente, però, non basta questa nuova, o vecchia, certezza per sperare che il Milan di Gattuso risalga in classifica e vada più lontano possibile sia in coppa Italia sia in Europa League. Ritrovata una formula tattica, bisogna individuare undici titolari-base a costo di operare scelte dolorose. Se, per esempio, Biglia non riesce a offrire il rendimento sperato, è giusto lasciarlo in panchina come ha fatto Gattuso contro il Bologna, senza farsi condizionare dal mercato e dai relativi investimenti. A maggior ragione, perché insistere con Calhanoglu, il Rivera del Bosforo, che dell’indimenticabile capitano rossonero porta, senza alcun merito, il suo indimenticabile numero 10? Il signor Bonaventura non aveva bisogno di segnare due gol contro il Bologna per dimostrare le sue già note qualità. E lo stesso discorso può valere per Andrè Silva. Se il portoghese non convince, avanti con Kalinic e/o Cutrone, che mi pare il migliore fra i tre. Riassumendo, quindi, certezze a livello tattico e nelle scelte degli uomini. Quello che in fondo ha subito fatto Spalletti nell’Inter, dimostrando che il coraggio paga. E siccome a Gattuso il coraggio non manca, vada avanti con nuove certezze. Senza continuare a cambiare come Montella, che non a caso è stato il primo a essere cambiato.

per Milannews.it

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