Che fine hanno fatto Camarda e Comotto? I due gioielli aspettano il loro momento
Lorenzo De Angelis
Erano stati tra le sorprese più belle della pre-season del Milan, tanto da convincere il club a blindarli fino al 2031 e Ruben Amorim a bloccarne la partenza in prestito, Oggi, però, Francesco Camarda e Christian Comotto stanno vivendo una fase molto diversa rispetto alle aspettative estive. Entrambi classe 2008, rappresentano due dei talenti più interessanti del vivaio rossonero, ma nelle prime settimane della stagione hanno trovato pochissimo spazio. Anzi, quasi zero. Il problema non è la fiducia, che resta intatta, quanto la necessità di trasformarla presto in minuti veri.
COMOTTO CHIUSO DALLA CONCORRENZA, GENNAIO DECISIVO
Per Christian Comotto il percorso di è complicato anche a causa di qualche problema fisico che non gli ha permesso di essere al 100% in questo avvio. Amorim aveva scelto di tenerlo in prima squadra per permettergli di crescere accanto a Luka Modric, ma finora il centrocampista non ha ancora raccolto né in Serie A né in Europa League. La concorrenza, del resto, è feroce: oltre a Modric e Rabiot, in mezzo al campo ci sono anche Jashari, Musah e il jolly Loftus-Cheek. Se la situazione non dovesse cambiare, a gennaio il Milan potrebbe tornare a valutare l'ipotesi prestito, dopo gli interessamenti estivi di Parma e Monza.
CAMARDA DEVE GIOCARE: AL RIENTRO PUÒ ARRIVARE LA SVOLTA
Discorso diverso per Francesco Camarda, su cui Amorim aveva puntato con maggiore decisione. Il Milan aveva scelto di non acquistare un altro centravanti proprio per affidargli il ruolo di vice Gonçalo Ramos, ma finora il giovane attaccante ha raccolto appena otto minuti in sei partite ufficiali. Troppo pochi per crescere davvero. Dopo la sosta, però, il calendario fitto potrebbe finalmente offrirgli più occasioni, anche per evitare di sovraccaricare Ramos. La fiducia del club resta forte: ora serve solo il passo successivo, quello più importante, trasformare il talento mostrato in estate in continuità durante la stagione.


