Caliamo un velo pietoso
autore
Fabrizio Tomasello
Fabrizio Tomasello
per Milannews.it
domenica 24 dicembre 2017, 00:00Editoriale
autore Fabrizio Tomasello
24.12.2017 00:00Editoriale
Stefano Montesi
Quasi 50.000 innamorati, alla vigilia di Natale, accorsi al capezzale del Milan malato per provare a risollevarlo. Niente, nemmeno l'eroica passione della tifoseria rossonera ha avuto il potere di ridestare una squadra troppo brutta per essere vera. E se a Verona ci siamo almeno appigliati ad un inizio vibrante e coraggioso, al quale poi è sopraggiunta l’ormai consueta mancanza di reazione, stavolta nemmeno l’approccio alla gara è riuscito a scaldare il cuore dei milanisti. Anzi, per tutto il primo quarto d’ora iniziale Milan-Atalanta si è giocata ad una sola porta, quella di Donnarumma. Se poi all’ineluttabile nullità, all’inconsistenza di tanti calciatori rossoneri aggiungiamo anche gli errori marchiani dell’allenatore (emblematica la disposizione a zona della difesa del Milan in occasione del gol di Cristante oppure la scelta di cambiare qualcosa e fare le prime sostituzioni ad un quarto d’ora dalla fine quando ormai i buoi atalantini erano già belli che scappati), resta davvero ben poco da salvare. E infatti quell'indecifrabile sgorbio che ancora oggi chiamiamo squadra e che indossa la gloriosa maglia rossonera ancora una volta si è sfaldato ed è crollato come un precario castello di carta al primo soffio di vento.
Attenzione, non che al povero Gattuso possano essere imputate colpe che vanno ben aldilà del suo operato, ma contro l’Atalanta la sensazione percepita per lunghi tratti del match è che anche giocando tre giorni di fila il Milan non sarebbe riuscito ad impensierire Berisha. Ad un certo punto, nel primo tempo, sono passati lunghissimi minuti senza che l’Atalanta toccasse palla, volutamente. Una sorta di umiliazione al contrario da parte degli uomini di Gasperini che hanno consapevolmente lasciato il pallino del gioco al Milan senza mai andare in sofferenza, mandando una specie di messaggio in codice ai rossoneri: «Divertitevi pure a fare ti-tic-ti-toc e a palleggiare in maniera insulsa a centrocampo, noi intanto la buttiamo in rete come e quando ci pare». E così puntualmente è stato.
A caldo risulta oggettivamente difficile commentare questa ulteriore ingloriosa messa in scena dell’armata brancaleone rossonera senza cadere nel turpiloquio. E allora, visto che il Natale è alle porte, proviamo a cancellare - per quanto è possibile - dalla nostra mente questo obbrobrio e dedichiamoci a santificare le feste. Per ripensare alle nefandezze del nostro amato Milan c’è sempre tempo, a cominciare dal derby di coppa Italia contro l’Inter in programma il 27 dicembre.
Un’ultima considerazione però ce la concediamo: all’indomani della sconfitta di Verona qualcuno al Milan si è risentito per l’apertura spietata e corrosiva della Gazzetta dello Sport che titolava senza mezze misure: “Milan senza dignità”. Adesso, dopo questa ennesima vergognosa prestazione, c’è ancora qualcuno pronto a offendersi?
per Milannews.it
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