Milan, finalmente un segnale dalla proprietà. Un derby dal triplice significato. Gattuso, premio alla sincerità
Antonio Vitiello
Dopo quatto mesi di silenzio e di assenza, il presidente del Milan Yonghong Li ha fatto sentire la sua vicinanza alla squadra e alla dirigenza con una lettera indirizzata all’amministratore delegato Fassone e ai dipendenti, mentre stasera sarà presente a San Siro per la sfida di Coppa Italia contro l’Inter. In una fase così delicata della storia milanista sarebbe stata gradita una maggior presenza da parte del presidente cinese e magari anche qualche risposta sui tanti dubbi che quotidianamente si autoalimentano, dal no dell’Uefa alla richiesta di voluntary con la motivazione delle “incertezze sulle garanzie fornite dai maggiori azionisti”, oppure sulle voci relative al rifinanziamento. Ma il primo passo è stato comunque spendire una lettera ai dipendenti in cui Mr Li ha invitato tutti a stringersi intorno ai colori rossoneri in questo periodo difficile, tutti devono provare a dare di più, giocatori in primis sia in allenamento che nelle partite, ma in generale il presidente si è detto fiducioso per il superamento di questo momento, il progetto continua e va avanti.
La situazione complessiva del Milan è sportivamente difficile, la squadra sta andando male e non c’è reazione. Gattuso e Mirabelli ci hanno messo la faccia addossandosi le colpe dello spettacolo orribile che ultimamente si vede in campo, dell’incapacità della squadra di rispondere agli stimoli del tecnico e di alcune lacune della rosa costruita dal direttore sportivo in estate. La partita odierna a San Siro assume tre significati importanti. In primis per il passaggio del turno in semifinale, la Coppa Italia diventerebbe l’obiettivo principale in questa stagione. In secondo luogo per la classica rivalità cittadina, in quanto il derby è sempre stato il match più sentito dell’anno e superare i nerazzurri darebbe una grossa iniezione di fiducia. Il terzo significato è ciò che ha spiegato Gattuso ieri nell’intervista alla vigilia del derby. Vincere vorrebbe dire iniziare ad uscire dalla crisi, rispondere al doppio ko consecutivo contro Hellas e Atalanta, dare un segnale a tutto l’ambiente e alla tifoseria delusa.
Gattuso fino ad ora non ha avuto un grande impatto, i numeri non sono positivi e lui ha l’onestà di farlo presente ogni volta che parla. Ciò che colpisce di Rino è la capacità di non mentire mai, essere sempre sincero anche quando le cose non vanno bene, non è da tutti dire le cose come stanno. Non usa mezzi termini l’allenatore del Milan per dire che il suo gruppo non è ancora squadra, che funziona poco o niente oppure che i suoi contro l’Atalanta sembravano una “banda” di suonatori, dove ognuno ragionava individualmente e non da collettivo. Gattuso ha ancora molto da imparare da allenatore, pensava di essere più avanti nel processo di crescita della squadra invece si trova ancora ad affrontare i fantasmi del passato, quella paura che attanaglia i giocatori appena subiscono l’iniziativa dell’avversario, quel timore di non farcela. Il Milan è fino ad ora la delusione del campionato ma non tutto è perduto, c’è ancora una seconda parte di stagione da disputare e Rino vorrà giocarsi le sue carte fino alla fine.


