La magia del derby risolleva Gattuso. Antonio D. più Cutrone le sue vitamine
Franco Ordine
È bastato il derby, il derby di coppa Italia, per procurare al Milan di Gattuso una clamorosa inversione a u. Ha 16 punti meno dell’Inter in campionato ma nel gioco, nelle occasioni da gol, nella voglia, nella salute fisica, è sembrato esattamente il contrario. È bastato il primo insulto muscolare (Gigio Donnarumma), seguito dal secondo (Storari durante il riscaldamento) e dal terzo in partita (pestone sulla caviglia di Kalinic) per offrire al gruppo rossonero una carica speciale e trasformare una squadra impaurita e fragile, senza bussola, di conquistare il secondo traguardo della stagione. È bastato il derby e quella scelta forzata tra i pali per capire, in una serata complicata, che Antonio Donnarumma non è poi così raccomandato ma da raccomandare nelle circostanze più insidiose per reggere l’urto di qualche feroce assalto interista. Non ha avuto bisogno di grandi prodezze ma già reggere il peso psicologico di questo esordio è la dimostrazione che il gene famigliare è tale da consentire persino al meno dotato dei fratelli di fare la sua figura.
È bastata la magia del derby per capire che poi Calhanoglu, con l’arretramento di Bonaventura a centrocampo, può anche uscire dal bozzolo nel quale è rimasto fino all’altro giorno. Deve solo trovare lo spunto, il guizzo, il gol che gli consenta di guadagnare autostima e perciò tornare quello che Mirabelli vide e segnalò alcuni mesi fa. Solo Cutrone, un ragazzo di 19 anni, frutto di un vivaio che ha dato fin qui risultati prodigiosi, poteva e doveva chiudere la serata del derby di coppa Italia con quel tocco felpato sul cioccolatino di Suso per entrare nella storia del Milan e raccontare ai tanti, ai molti, che si può ricominciare ad avere fede e speranza nel Milan più scombinato degli ultimi anni. Nonostante qualche scarobocchio di Bonucci e quel primo tempo di Biglia pronto a nascondersi invece di farsi vedere e di rammendare il gioco come ha fatto nella ripresa con l’abilità di un sarto napoletano, il Milan è stato meglio dell’Inter fino in fondo, soprattutto dal secondo tempo in poi. Adesso magari diranno che Youghong Li, il presidente arrivato allo stadio, è diventato il porta-fortuna. Adesso probabilmente aggiungeranno che è il lavoro di Gattuso a procurare questa svolta. Ma perché sia davvero un’inversione a u, lo capiremo a Firenze sabato all’ora di pranzo, solitamente indigesto per i rossoneri


