Tante risposte importanti, il lavoro di Gattuso inizia a pagare. E a proposito di mercato...
Fabrizio Tomasello
Finalmente tre punti preziosi. Certo, il Milan stenta ancora a divincolarsi dalle paludi melmose di metà classifica e resta all’undicesimo posto, il primo della parte destra della classifica, ma ora la strada che conduce all’Europa League è meno impervia: Atalanta e Sampdoria sono appena due punti avanti ed è concesso guardare al futuro con un pizzico di ottimismo in più.
Non che contro il Crotone si sia visto chissà che Milan, come ha correttamente ammesso lo stesso mister Gattuso. Vincere con un solo gol di scarto contro i calabresi, con il risultato in bilico fino all’ultimo secondo, seppur con qualche discutibile decisione arbitrale ai danni del Milan, non può rappresentare un motivo d’orgoglio. Ma quella scesa in campo a San Siro, al cospetto dei fin troppo pazienti tifosi rossoneri, è stata una squadra vogliosa, carica, pronta a lottare con tutti i suoi uomini. E forse finalmente consapevole delle indiscutibili doti tecniche a disposizione dei suoi interpreti principali.
Prendiamo ad esempio Calhanoglu, probabilmente la nota più lieta di questo primo match dell'anno. Contro il Crotone abbiamo visto il turco come forse mai fin qui in stagione. Brillante, esuberante, sempre pronto a tentare la giocata. Andate a riguardare ad esempio quel paio di sventagliate di 60 metri da un capo all’altro del campo non sfruttate al meglio dallo spagnolo Suso. Apprezzate la prepotenza di quella discesa palla al piede a metà del primo tempo, una summa di forza fisica, classe e controllo di palla, conclusa con un gran sinistro che ha costretto Cordaz ad un grande intervento.
Oppure colui che spesso al Milan è stato etichettato come l’eterno incompiuto, Davide Calabria. Ha dimostrato che il binario destro con Suso può funzionare alla grande anche se c’è lui. Ha spinto e si è proposto con costanza ed applicazione, ma è stato abilissimo anche in interdizione e alla fine è stato lui a sbrigare più di una situazione complicata. In più abbiamo perso il conto di tutte le sue iniziative sulla fascia destra e anche la qualità dei suoi cross, non proprio la specialità della casa, è stata più che lusinghiera. In sostanza uno dei migliori in campo del Milan.
E poi naturalmente capitan Bonucci che finalmente ha invitato tutti a sciacquarsi la bocca, per la prima volta da quando è al Milan. Fin dalle prime battute del match è apparso decisamente meno approssimativo in fase di impostazione e più sicuro rispetto alle sue ultime uscite con la maglia rossonera. E alla fine è arrivato il meritatissimo gol, anche con un pizzico di fortuna, grazie all’erroraccio di Cordaz.
E potremmo continuare con lo svizzero Rodriguez, decisamente più intraprendente rispetto al morigerato e timido terzino visto nelle scorse settimane. La sensazione è che si sia creato un feeling particolare con il turco Calhanoglu, compagno di fascia e di lingua tedesca. E per il Milan sarebbe un bel lusso poter disporre di un altro binario affidabile sulla sinistra, oltre a quello ormai consolidato formato da Calabria/Abate e Suso.
E per quanto discutibile possa apparire, anche la prestazione di Biglia ha riservato qualche nota lieta. Malgrado un inizio complicato, per usare un eufemismo, nel quale ha perso un paio di palloni in maniera addirittura incomprensibile, l'argentino ha fatto di tutto per riacquistare fiducia e serenità e prendere in mano le redini del gioco del Milan. Parzialmente c'è anche riuscito, grazie ad alcuni ottimi interventi in interdizione e perfino con un bel sinistro dal limite sventato da Cordaz. La sua prestazione è stata contraddittoria, un mix di sconcertanti palle perse a ottimi recuperi. La sensazione però, come ha confermato anche Gattuso, è che il regista argentino abbia solo bisogno di giocare e di un po’ di intesa con i nuovi compagni. Dopodiché anche il Milan potrà beneficiare delle sapienti geometrie dell’ex laziale.
Una piccola considerazione finale sul mercato. La verità è che mai come stavolta quello che accadrà a gennaio non mi sfiora minimamente. E la ragione è semplice: sono convinto che la squadra allestita in estate, con le sue ottime individualità, abbia le carte in regola per farsi valere, in campionato, in Coppa Italia e perfino in Europa League. Serve ritrovare consapevolezza, autostima e voglia di lottare fino alla fine per la maglia rossonera, ma non si tratta di una "mission impossible". Il lavoro di mister Gattuso sulla testa dei ragazzi si inizia a vedere. Adesso dobbiamo crederci, crederci tutti.


