La catena sinistra del Diavolo: la mission di Gattuso per scovare la chiave della svolta rossonera
Matteo Calcagni
Dopo qualche settimana di obbligato assestamento, con l'auspicato pensionamento del 3-5-2 in favore del 4-3-3, il Milan ha iniziato a trovare una sua conformazione tattica e di uomini. Gattuso ha scelto i suoi "titolari", dando legittima continuità alle scelte, partendo dalla retroguardia e proseguendo col resto della squadra. Uno degli ultimi inserimenti è stato quello di Hakan Calhanoglu, costretto a recuperare da un fastidioso problema muscolare prima di entrare nei ranghi del tecnico calabrese. Il turco è stato collocato nel ruolo di esterno sinistro offensivo, sebbene l'ex Bayer Leverkusen sia ben lontano dalla classica immagine del laterale d'attacco. Più che spingere sulla corsia, il classe '94 ha il compito di accentrarsi, costruire e duettare con la mezz'ala di riferimento, ovvero Giacomo Bonaventura.
TECNICA AL SERVIZIO - Se l'intesa dal lato destro, tra Kessie e Suso, è in stato più che avanzato, la catena sinistra del Diavolo è ancora in fase conoscitiva. Calhanoglu è stato tra i migliori in campo nelle ultime uscite, ma ancora bisogna scovare la miglior sintonia con Jack, lui sì ala offensiva poi trasformata in mezz'ala. Il duetto tra i due potrebbe regalare grosse soddisfazioni al Milan: il numero 5 spingerebbe lungo la corsia, decentrandosi, creando spazi per le scorribande centrali del turco, la cui interazione con l'ex Atalanta aiuterebbe a scardinare più di una difesa. Non scordiamoci poi della presenza di Ricardo Rodriguez, il cui contributo sta crescendo mano a mano.
LA SVOLTA MANCINA - Con tre giocatori del genere, tutti dallo stesso lato, il Diavolo potrebbe fare davvero male anche a sinistra, senza quindi limitarsi a cercare fortune ed invenzioni dalla sponda di Suso, certamente l'uomo più forte di questo Milan ma ovviamente impossibilitato a togliere sempre tutte le castagne dal fuoco. Sta a Gattuso ed ovviamente ai singoli giocatori trovare la chiave giusta per farli coesistere e rendere al massimo. Il lavoro durante la sosta può avere agevolato ed accelerato questo processo, il cui stato di evoluzione verrà testato e studiato nella trasferta di Cagliari. E se davvero la mancina trovasse la quadra, il Milan avrebbe pronta la vera svolta stagionale.


