Milan come il Dio Giano: la nuova grande idea di mister Gattuso
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Fabrizio Tomasello
Fabrizio Tomasello
per Milannews.it
domenica 4 febbraio 2018, 00:00Editoriale
autore Fabrizio Tomasello
04.02.2018 00:00Editoriale
Stefano Montesi
E adesso avanti così, a testa bassa, in discesa e senza a mani. Dovrà essere questo, da qui a fine stagione, il tracciato del Milan. Almeno nel campionato di serie A. In palio c’è un obiettivo che potrebbe stravolgere totalmente i piani e le strategie societarie: cercare di dare un senso a una stagione tribolata, iniziata bene con Montella, poi praticamente rovinata da una serie di scelte scellerate dell’ex tecnico rossonero e adesso parzialmente recuperata grazie al gran lavoro di mister Gattuso.
Il percorso del Milan nelle ultime settimane non autorizza ancora a fare voli pindarici, ma i numeri sono lì a certificare una crescita progressiva dei rossoneri, ancora più rilevanti se messi in relazione al momento difficile vissuto da Inter e Roma. Solo nelle ultime 3 giornate i ragazzi hanno recuperato la bellezza di 6 punti ai nerazzurri e 7 alla Roma. Naturale che con 16 turni ancora da giocare si debba credere nel miracolo in chiave Champions League. Anche se, a frantumare le speranze rossonere, ecco altri numeri, quelli che certificano un distacco ancora in piedi di 10 punti dall’Inter e 7 dalla Roma (senza menzionare neppure i 12 dalla Lazio, malgrado la vittoria nello scontro di domenica scorsa), a imperitura memoria di quanti disastri siano stati commessi nella prima parte di stagione.
Tornando alla stretta attualità, c’è da mettere in conto che scendendo a tutta velocità si possa andare incontro a qualche scivolone, ma arrivati a questo punto del campionato e con la situazione di classifica che stiamo analizzando, non c’è da stare a sottilizzare. Se si vuole davvero tentare la grande impresa e rendere questa stagione indimenticabile, non ci sono altre strade: a testa bassa e senza mani.
Diverso il discorso riguardante le coppe, sia la Tim Cup che l’Europa League. Sui due fronti infrasettimanali il Milan può permettersi di pianificare il futuro pensando con attenzione alla strategia da adottare in ottica andata & ritorno. Paradigmatica in questa senso l’immagine del Milan a due facce, bifronte come il Dio Giano, presentato da mister Gattuso nella duplice sfida contro la Lazio. Avanti tutta in campionato, dove non c’è più nulla da difendere e solo da giocare all’attacco, con una squadra pronta a prendere di petto la partita, stringere d’assedio gli uomini di Inzaghi fin dal primo minuto e riuscire a conquistare i tre punti al termine di una prestazione ai limiti della perfezione.
Massima attenzione invece nelle sfide che i rossoneri dovranno affrontare a metà settimana, quelle caratterizzate dal doppio confronto che impone scelte strategiche perfino conservative. E infatti mercoledì in Coppa Italia abbiamo apprezzato un Milan coperto ai limiti del catenaccio nel primo tempo, ma velenoso nell’uscire con coraggio e determinazione nella ripresa, tanto da sfiorare perfino il gol con un’azione come al solito partorita dalla mente e dal sinistro melodioso di Suso, conclusa da bomber Cutrone e sciupata malamente da Calhanoglu.
E a proposito di attacco, giusto un paio di considerazioni. La prima riguarda proprio l’ex Liverpool: è vero che lo spagnolo non sta vivendo il momento più cool della sua stagione, ma è altrettanto innegabile che le azioni più brillanti del Milan, anche in serate storte come quella di mercoledì sera, in un modo o nell’altro partono sempre dal suo sinistro vellutato. Come dire, teniamocelo stretto il numero 8 rossonero, anche se al momento pecca di brillantezza. Il suo colpo di genio può cambiare le partite in qualsiasi momento.
L’altra considerazione riguarda invece l’apporto reale e concreto degli attaccanti centrali in forza al Milan. Ci riserviamo di dare un giudizio definitivo su Andrè Silva che appare sempre più un pesce fuor d’acqua (abbiamo qualche dubbio sul fatto che il portoghese possa essere recuperato giocando 10 minuti ogni due settimane, a lui servirebbero almeno 5-6 partite di seguito giocate dal primo minuto), ma su Kalinic qualche analisi ce la possiamo concedere. Il croato non segna quanto un grande bomber, e ormai l’abbiamo capito, in compenso prende tante botte e ogni tanto si rivela utile per la squadra. Contro la Lazio è stato abbandonato a sè stesso per tutto il primo tempo, impossibilitato anche a fare il più semplice scarico perchè il compagno più vicino era sempre ad almeno 20 metri. È sembrato più pimpante nella ripresa, quando tutto il Milan ha alzato di 20 metri il baricentro, ma il fatto che si sia reso più pericoloso Cutrone in 20 minuti giocati, che Kalinic in tutto l’arco della partita, dovrebbe portare mister Gattuso a qualche sana riflessione per il futuro.
per Milannews.it
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