Se un pareggio lascia l'amaro in bocca, vuol dire che è la mentalità ad esser finalmente cambiata. Il Milan in modalità Gattuso piace e ora gioca anche bene. André Silva legittima chi non lo vuole in campo
Pietro Mazzara
Il Milan brutto, con le occhiaie, la barba lunga e la faccia incazzata di Rino Gattuso piace. E cresce. Già perché tutta la squadra, anche ieri a Udine, ha fatto vedere che la strada intrapresa da Ringhio e dal suo staff è quella giusta. I giocatori sono apparsi rigenerati fisicamente e mentalmente e questo può e deve essere un vantaggio da sfruttare in vista del tour de force delle prossime settimane, dove tra campionato, Europa League e coppa Italia, il Milan giocherà ogni tre giorni. Ci sarà bisogno di tutti, ma il fatto che adesso i chilometri macinati dai giocatori siano aumentati e che anche la qualità del gioco e della manovra siano cresciuti, deve dare ancora più consapevolezza all’ambiente che la musica, finalmente, è cambiata. Il Milan lento, scarico e in continua mutazione di Vincenzo Montella è un lontano e sbiadito ricordo, perché questa nuova versione sta facendo rendere quasi tutti i giocatori al loro meglio.
Dico quasi perché ci sono alcuni elementi che, oggettivamente, stanno facendo una stagione al di sotto delle aspettative e, probabilmente, delle loro qualità. Perché non si tratta di Montella, Gattuso o mago Merlino se André Silva rimane un investimento incompiuto. Il portoghese, che ha messo in panchina Cutrone e Kalinic contro l’Udinese, ha buttato al vento gelido del Friuli la chance che Gattuso gli ha concesso. Il gol che si è divorato sullo 0-1 poteva essere il tourning point della sua stagione, invece è stata l’amara conferma di quello che in tanti pensiamo, ovvero che il ragazzo non sia ancora pronto. Anche se non avremo mai la controprova, ma quel pallone li sarebbe stato gestito diversamente da Kalinic e Cutrone, che probabilmente lo avrebbero tradotto in gol. Gattuso, che sa bene come non possa perdere per strada nessuno, gli darà nuove chance, magari contro il Ludogorets in Europa League, per provare a vedere se in un determinato contesto e con avversari di un certo livello, Silva possa trovare quella via del gol che ha smarrito da due mesi e mezzo. Ma in campionato è giusto tornare a dare spazio a Cutrone e, in alternativa, Kalinic anche se il croato non segna dalla trasferta di Benevento, altro dato da non sottovalutare.
Un pareggio contro questa Udinese è giusto accoglierlo bene, con positività, anche se la sensazione è che se Calabria non si fosse fatto prendere da quel raptus su Jankto, commettendo fallo a 70 metri dalla porta di Donnarumma. Peccato, perché in 11 contro 11, il Milan avrebbe vinto alla Dacia Arena dando un altro segnale importante a chi lo precede in classifica. Ma di questi tempi e pensando in che condizioni era la squadra e l’ambiente ai primi di novembre, direi che i passi avanti sono stati ampi ed importanti. Ma adesso si entra nei 30 giorni di fuoco, che potranno indirizzare la stagione. Ma se un pari, che in un altro momento sarebbe stato vissuto con uno spirito diverso, inizia ad essere visto come un rimpianto per la mancata vittoria, allora vuol dire che anche la mentalità della squadra si è, finalmente, evoluta.


