Ruggito Milan: entro un mese sapremo tutto. Intanto Gattuso torna a casa con 6 importanti risposte
Fabrizio Tomasello
Il Milan vince, stravince e convince. Secondo Gennaro Gattuso il risultato maturato a Ferrara sarebbe perfino bugiardo. Lungi dal voler contraddire il condottiero rossonero, forse è arrivato il momento di regalarci il lusso di un bel sogno. Perchè diciamolo senza rischio di fraintendimenti, per i rossoneri la corsa ad un posto Champions è ancor oggi una mission impossible. Però se la squadra dovesse continuare a macinare punti e vittorie con questa serenità, e soprattutto se lì davanti perseverassero nel concedersi qualche pausa di troppo, il miraggio della Coppa dalle grandi orecchie potrebbe diventare all’improvviso un obiettivo a portata di mano.
In ogni caso tra un mese esatto sapremo. Anzi, meno di un mese. Basteranno 25 giorni per avere un’idea molto più chiara circa le reali opportunità del Milan. La deadline è fissata per domenica 4 marzo. Quel giorno è in programma il derby di San Siro contro l'Inter, terzo della stagione dopo quello d’andata in campionato (vinto dall’Inter in maniera rocambolesca grazie allo sciocco fallo da rigore commesso da Rodriguez al 90’) e quello di Coppa Italia (conquistato dal Milan ai tempi supplementari grazie alla voracità atavica di Patrick Cutrone).
La stracittadina potrebbe fotografare in maniera nitida e inequivocabile lo stato dell’arte dei rossoneri e le loro reali ambizioni, perchè prima del derby, in un percorso che definire impervio può sembrare un eufemismo, i ragazzi di Gattuso dovranno affrontare la Sampdoria in casa (domenica 18) e la Roma fuori (25/2). Dopo aver già superato la Lazio e battendo nell’ordine i blucerchiati, i giallorossi e i coinquilini di San Siro, tutti temibili concorrenti per un posto Champions, il Milan avrebbe l’opportunità di sgretolare lo svantaggio accumulato per colpa di un inizio stagione terrificante.
Legittime le facce dubbiose dei tifosi milanisti, immalinconiti da un quinquennio di delusioni a raffica e adesso comprensibilmente in difficoltà a pensare in grande. Però l’opportunità offerta dal calendario è più unica che rara. Vincere gli scontri diretti, peraltro tutti abbondantemente persi all’andata, rappresenta la strada più scorrevole per ridurre il gap con chi sta avanti e tentare una complicatissima rimonta verso le zone alte della serie A. Una cosa è certa, con il successo sull’Inter in Coppa Italia e quello sulla Lazio in campionato, Gattuso ha dimostrato ai suoi ragazzi che è possibile vincere contro chi sta più avanti in classifica. Ora è arrivato il momento di avere le controprove, tre di fila, una dietro l’altra, perchè solo una non basta. E nemmeno due su tre potrebbero essere sufficienti vista l’immensità del distacco accumulato nella precedente e deleteria gestione Montella.
Rino Gattuso lo sa bene, così come è perfettamente consapevole che in mezzo a questi tre scontri diretti il Milan dovrà affrontare anche due turni di Europa League e la semifinale di ritorno di Coppa Italia. Altro che Cima Coppi. Però lo stato d’animo con cui i ragazzi arrivano al momento topico della stagione è incoraggiante, merito anche del rotondo successo conquistato sul campo della Spal che ha offerto al tecnico rossonero alcune preziose ed importanti risposte.
1) Cutrone deve essere il centravanti di questa squadra. Il titolo di capocannoniere del Milan l’ha già conquistato, pur giocando poco. Forse è arrivato il momento di ridisegnare definitivamente le strategie e puntare tutto sul baby bomber con il gol nel sangue.
2) Biglia ormai è un calciatore definitivamente recuperato, sia fisicamente che psicologicamente, e con la sua esperienza potrà rivelarsi prezioso in questo momento delicato della stagione.
3) Giornate storte o illuminate, Jesús Joaquín Fernández Sáez de la Torre, meglio noto come Suso, è sempre il giocatore più decisivo del Milan. A parte i gol capolavoro come quello realizzato a Udine, sono le piccole cose fatte nelle partite bloccate a fare la differenza. Ha il miele spalmato su quel piede sinistro e i suoi compagni di squadra (Cutrone in primis) ne beneficiano con puntualità.
4) Dopo mesi in cui abbiamo visto un Milan pendere a destra, finalmente anche la catena di sinistra inizia a funzionare. Merito dell’intesa crescente tra Bonaventura e Calhanoglu. All’appello manca ancora Rodriguez, ma presto toccherà anche a lui.
5) La difesa è sempre più affidabile e, seppur a sprazzi, lancia segnali di impermeabilità. Donnarumma porta a casa il clean sheet numero 7 in campionato, il quarto nelle ultime 8 partite, grazie anche al feeling tra Bonucci e Romagnoli, sempre pronti a fargli da scudo.
6) Ultima e più importante nota sul taccuino dell’allenatore rossonero: gli uomini della panchina sono entrati in partita con lo spirito giusto e la grinta dei bei giorni. Montolivo assist e Borini gol, la prova che mister Gattuso, da qui in avanti, potrà contare a occhi chiusi anche sulle cosiddette seconde linee. A cominciare da domenica prossima quando Franck Kessiè dovrà scontare la giornata di squalifica rimediata a Ferrara per raggiunto limite di ammonizioni.
Il momento dell'«all in» è finalmente arrivato.


