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Rino solo cuore e grinta? La tesi non regge più. Ecco i due triangoli magici ideati da Gattuso. E adesso emergono tutti - ma proprio tutti - i lati negativi della gestione Montella

autore
Pietro Mazzara
per Milannews.it
lunedì 19 febbraio 2018, 00:48Editoriale
autore Pietro Mazzara
19.02.2018 00:48Editoriale
Pietro Mazzara
Pietro Mazzara

Più quattro rispetto ad un girone fa, ma la differenza di rendimento in campionato non rende bene l’idea di quanto sia cambiato il Milan di Rino Gattuso rispetto a quello di Vincenzo Montella. Anche contro la Sampdoria, la squadra ha espresso un calcio gradevolissimo ed ha dato la sensazione di avere in mano la partita fin dall’inizio. Le avversità, adesso, vengono viste come episodi dai quali trarre ulteriore linfa ed è così che va interpretata la rabbiosa reazione di tutto il Milan dopo il rigore fallito da Ricardo Rodriguez. In passato, una situazione del genere avrebbe attivato la modalità depressiva degli undici in campo, oggi invece quel tasto sembra essere stato disconnesso dalla stanza dei bottoni milanista.

È un Milan che diverte e si diverte, come ha detto Leonardo Bonucci in zona mista nel post gara. I continui e precisi cambi di gioco sono il segnale di una manovra ben precisa, volta a far scoprire il fianco agli avversari nel tentativo di trovare il pertugio giusto. Ma c’è molto di più rispetto ai traccianti aerei di Calhanoglu e Suso. Si sono formati, in maniera piuttosto evidente ed efficaci, due triangoli d’azione composti da Calabria-Kessie-Suso a destra, Rodriguez-Bonaventura-Calhanoglu a sinistra. Quando l’esterno offensivo viene dentro il campo, il terzino taglia alle sue spalle nel corridoio che si è creato mentre la mezz’ala si butta nello spazio opposto, liberato dal movimento della punta centrale. Ora non è matematica come cosa, ma se Jack ha fatto tre gol del genere da quanto c’è Gattuso in panchina, qualcosa vorrà pur dire.

Dieci risultati utili consecutivi sono “tanta roba” e ieri, probabilmente, si è visto uno dei migliori Milan degli ultimi anni per lucidità e produzione del gioco. Con Lucas Biglia che sta alzando sempre più il livello delle sue prove, ecco che tutta la squadra ne trae giovamento. Bonucci-Romagnoli sono una coppia di fatto che ha trovato sincronismi fondamentali per dare solidità al reparto. Calabria, ad oggi, è insostituibile a destra mentre a sinistra Rodriguez sta riprendendo quota a livello fisico. Sbagliare un calcio di rigore può capitare ed è comprensibile, sono meno accettabili alcune dinamiche di gioco che hanno mandato ai matti anche Gattuso nel secondo tempo. Ma quando senti dire dai giocatori che ora si divertono, che ora il Milan è squadra, che c’è unità d’intenti. Beh, allora vuol dire che quando si faceva notare a Montella che cambiare sempre formazione era deleterio, che il 3-5-2 non era il modulo giusto per questo gruppo, che la squadra aveva un’autonomia limitata a livello fisico e mentale, forse non eravamo dei visionari. E non lo era nemmeno Massimiliano Mirabelli, che fece notare le stesse cose all’attuale allenatore del Siviglia senza ottenere i risultati sperati. Forse, lo ribadisco, non eravamo dei visionari noi. Avanti ora con Gattuso, che sta dimostrando di avere doti da grande allenatore. Già perché se hai giocato con Pirlo, Seedorf, Cafu, Kakà, Rivaldo, Shevchenko e Ibrahimovic, forse – ma dico forse – puoi anche avere un’idea più chiara di come fare un bel calcio e abbinarlo alla concretezza di stampo Gattusiano. Perché questo Milan è ad immagine e somiglianza del suo leader maximo.

per Milannews.it

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