Una chance per Locatelli regista. Contro il Ludogorets la gara del veleno
Daniele Castagna
Dopo lo sgambetto alla Sampdoria di Giampaolo, il Milan si affaccia alle settimane verità. Gran parte degli obiettivi stagionali, se non tutti, passano da questa sera alle 21.05 e si concludono con il triplice fischio del derby del 4 marzo. In mezzo il Ludogorets, una lunga permanenza a Roma per il doppio impegno (vs Roma campionato, vs Lazio TIM Cup) e l'Inter: dieci giorni di fuoco che, gestiti al meglio, potrebbero rendere l'annata del Diavolo un inferno paradisiaco. I risultati positivi, eventualmente, saranno figli del dosaggio delle forze, con energie da centellinare e pedine da far ruotare. Turn-over che darà spazio a Manuel Locatelli, wonderboy rossonero.
Il predestinato della scorsa stagione è rimasto ai fasti di 365 giorni fa, senza mai realmente brillare nella campagna in corso. Il talento c'è, resta indiscutibile e pare accresciuto, ma è forte la necessità di tornare in campo stabilmente, ritrovando il feeling con la cabina di regia di San Siro. Gli spezzoni di gara, perlopiù da mezz'ala, hanno rallentato il percorso di crescita di un futuro pilastro rossonero, ma numeri alla mano il domani è lontano. Manuel, osservando le statistiche, è il centrocampista con meno minuti in rosa, escludendo José Mauri: Kessie primeggia a 3022', poi Bonaventura (2113'), Biglia (1928'), Çalhanoglu (1873') e Montolivo (1304'). Locatelli è ultimo, con solo 959 minuti in stagione. Pochi, troppo pochi per chi, come lui, sarà una risorsa del Diavolo che verrà.
Ma a San Siro arriva il Ludogorets e, dopo il risultato dell'andata, può essere la chance perfetta per il canterano. Dando un turno di riposo al regista Lucas Biglia, sarà l'ex Primavera a vestire i panni del direttore d'orchestra accompagnato da Montolivo e l'intoccabile Kessie. Il ragazzo gode della stima di mister Gattuso, come sottolineato dal tecnico in conferenza stampa: "E' forte Manuel, è un 1998, ha grandissime qualità e non deve perdere energie ed entusiasmo. [...] Abbiamo bisogno di un Locatelli che riesce a fare tutte e due le fasi. Vorrei vederlo più avvelenato. Non si deve accontentare, ha tutto per fare il giocatore ad altissimo livello". E proprio il veleno deve essere la caratteristica principale del match di odierno di Europa League, che possa prendere ripetizioni dall'amico Cutrone? Lui di veleno se ne intende, parola di Rino.


