Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Perché tanta fretta con la firma di Gattuso? Ciò che conta è la fiducia di club e squadra

autore
Franco Ordine
per Milannews.it
giovedì 29 marzo 2018, 00:00Editoriale
autore Franco Ordine
29.03.2018 00:00Editoriale

Il rinnovo contrattuale di Rino Gattuso sta diventando una stravagante corsa contro il tempo. Arriva oggi, no domani, forse rinviata alla prossima settimana. Calma, ragazzi. Che fretta c’è bisognerebbe chiedersi in modo razionale. Il lavoro svolto e i risultati collezionati sono tutti schierati dalla sua parte. Il riconoscimento pubblico e privato del suo spogliatoio è un altro tassello da aggiungere al puzzle. Marco Fassone di recente, e Max Mirabelli ogni giorno, benedicono quella decisione presa a novembre che sapeva tanto di toppa per rammendare lo sbrego: risultano uno più convinto dell’altro che Rino è l’uomo giusto anche per l’avvenire. La proprietà cinese, nell’unico messaggio diretto inviato alla tifoseria rossonera e ai media italiani, ha parlato di Rino in termini più che positivi. L’interessatopoi non è assolutamente sintonizzato sulla necessità di depositare la firma ma èconcentrato sui prossimi due appuntamenti, Juve e derby, che possono trasformare in un tripudio o in un soprassalto di depressione il suo mandato tecnico. Per la fretta, ai tempi, l’estate scorsa non un secolo fa, il Milan cinese commise un errore.

        Adesso ci raccontano che a spingere, d’improvviso, Fassone a chiudere la trattativa con Montella al ritorno dal viaggio in Sardegna con gli sponsor, furono le pressioni dei media. Bene: un motivo in più per aspettare che maturino le ore giuste per tornare a occuparsi delle “formalità” con Gattuso. È vero: ha uno stipendio non da allenatore di prima squadra ed è doveroso ritoccarglielo ma neanche questo è un problema per Rino. Aspettare non vuol dire prendere tempo perché la scelta più importante è stata presa e difficilmente sarà modificata. Anche se i prossimi due appuntamenti dovessero andare di traverso. C’è un altro aspetto da valutare e che spinge nella direzione della conferma di Gattuso. E cioè la continuità tecnica. Il Milan di Berlusconi ha fatto scuola da questo punto di vista (Sacchi per 4 anni, Capello per 5, Ancelotti addirittura per 8 di fila sulla panchina rossonera). Solo negli ultimi decadenti anni si era dato una diversa modalità, provando e riprovando una serie di allenatori non molto collaudati, anzi al debutto. Si cominciò con Clarence Seedorf, si proseguì con Pippo Inzaghi, poi venne la stagione di Mihajlovic rimpiazzato nell’ultimo tratto di stagione da Cristian Brocchi: con nessuno è andata bene. E le motivazioni sono diverse una dall’altra. Montella stesso, ricordiamolo, fu scelto da Gangikoff, all’epoca responsabile tecnico della cordata cinese che si era affacciata all’orizzonte attraverso Galatioto. A questo punto stabilità e conoscenza diretta di calciatori e caratteristiche possono diventare una garanzia

per Milannews.it

Altre notizie