Tresoldi tra Germania e Italia, Bierhoff: "Scelga col cuore. Non si pensi solo al lato tecnico"
TMWA margine dell'evento "Festival del calcio" di Trento, Oliver Bierhoff ha parlato di vari temi ai giornalisti presenti, dalla nazionale tedesca che riparte con Jurgen Klopp a quella italiana che prova a rialzarsi dopo il terzo Mondiale fallito. E ovviamente anche sulle manovre di casa Milan e Udinese, club nei quali ha giocato. Ecco le sue parole:
Sulla Nations League
"Ho seguito la Germania, vedo che hanno cambiato tanto. Un po' come l'Italia. La Nations League è una competizione interessante ma se un allenatore vuole provare e vedere i giocatori forse non è così importante come i grandi tornei".
Su Klopp
"Klopp è un grande allenatore: ha carattere, personalità ed esperienza. Servirà incominciare dalle basi: la grinta in campo, la voglia di dare il massimo, cosa che andava messo ai Mondiali e che altre squadre hanno messo anche se avevano meno qualità. Poi ci sono altre squadre come Francia, Spagna, Inghilterra che hanno giocatori di alta classe e che fanno la differenza nei loro club. E nella Germania mancano. Abbiamo buona qualità ma non a questi livelli individuali come in passato. Soprattutto negli ultimi due-tre Mondiali, quando c'era la partita decisiva non potevamo reagire e non abbiamo dato quel qualcosa in più. Dobbiamo lavorare molto sul gruppo, abbiamo alcuni giocatori veramente forti come Wirtz, Musiala, Havertz, Kimmich. Ma non ne abbiamo tanti come nel passato".
Sulla nuova nazionale di Roberto Mancini
"Passo difficile per Mancini anche con questo gruppo. Contro la Francia rischi la figuraccia, data la loro qualità eccezionale soprattutto in avanti. Serve pazienza e bisogna capire che l'allenatore non può trasformare in 8 giorni la squadra. Quel che posso dire è che tutta l'Europa si augura che l'Italia possa partecipare al prossimo Mondiale e anche Europeo. Perché un grande torneo senza Italia non era bello".
Su quanto è cambiato il calcio italiano
"Quando sono arrivato, nel 1991, la Serie A era il torneo più importante al mondo. Quel che è oggi la Premier League. La Serie A è rimasta negli anni '90, non ha investito nelle infrastrutture e negli stadi, dovrebbe fare qualcosa nell'educazione dei giocatori, come in Germania. E non è un processo breve, ci vorranno 8-10 anni. Noi in Germania dal 2000 abbiamo cambiato tanto, con le accademie e l'educazione diversa. E la prima volta che si è vista una squadra diversa è stata nel 2010. Quindi devi dare il massimo al momento attuale ma devi lavorare anche nel lungo percorso, facendo crescere i giocatori più interessanti".
Su Tresoldi e la scelta Germania o Italia
"Mi è capitato di parlare con diversi giocatori nostri, dato che sono in tanti di origine turca. E quando dovevano scegliere io dicevo che dovevano essere convinti che non fosse solo una scelta tecnica, basata su dove pensavano di giocare di più. Devono andare dove li porta il cuore perché puoi dare anche l'anima ma nella tua squadra nazionale".
Sarebbe dispiaciuto se Tresoldi scegliesse l'Italia?
"Sì, sarebbe un dispiacere. Abbiamo bisogno di ogni talento ma deve esserci convinzione del giocatore".
Sull'impatto di Gonçalo Ramos al Milan
"Devo ammettere che non ho seguito tanto, mi spiace tanto che il Milan non giochi la Champions perché a mio avviso deve esserci sempre, come anche Inter e Juve. Ho visto che hanno avuto un po' di difficoltà, Ramos può aiutare ma un giocatore da solo non basta".
Sulla necessità per Ramos di essere servito maggiormente
"L'attaccante serve, dipende quanti palloni ti danno. Sono stato capocannoniere in B e in A e devo dire che in B è stato più difficile perché ci sono giocatori meno bravi a servirti. Al Milan avevo Leonardo e Boban e potevo solo ringraziarli".
Sul trasferimento di Alaba all'Udinese
"Molto intelligente. Non conosco il suo stato fisico ma è un ragazzo eccezionale, leader del Bayern. Buon carattere, buona qualità e grande esperienza. In un ambiente come quello di Udine può servire molto alla squadra".
Su quale attaccante attuale gli somiglia di più
"Forse Fullkrug, ma è un giocatore che vedo di più. Woltemade lo vedo un po' diverso: tecnicamente ha qualche tocco e gli auguro che alla Juve possa fare bene".
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