Al Milan resta un'enorme garanzia
Fabrizio Tomasello
Ci sarebbero due Juventus-Milan da analizzare: la partita prima del gol di Cuadrado e quella dopo. Fino al 75’ abbiamo strabuzzato gli occhi e ci siamo lasciati trascinare da una squadra rossonera brillante, capace di mettere in soggezione la squadra sei volte campione d’Italia grazie ad una prestazione intraprendente, audace, baldanzosa. Tipica di un gruppo di giovani talenti alla caccia dell’affermazione definitiva nel regno degli invincibili. Nell’ultimo quarto d’ora gli scenari sono cambiati drasticamente e ancora una volta, al termine di una partita decisiva contro la Juventus, ci troviamo costretti a leccarci le ferite e fare i conti con una delusione immensa. Era capitato quasi due anni fa al termine della finale di Coppa Italia persa per colpa di un gol di Morata subito nei supplementari e nel match di ritorno dello scorso campionato, entrato negli annali grazie al famigerato fallo di mano di De Sciglio punito dall’arbitro con un calcio di rigore a tempo scaduto. A parziale contrappunto la vittoria di Doha di 15 mesi fa, ma nel complesso la rabbia accumulata dai milanisti è ancora tanta, tantissima.
Occorre che Rino Gattuso faccia tesoro della lezione di stasera e la metta a frutto per il match del 9 maggio, la finale di Coppa Italia all’Olimpico di Roma, un appuntamento attesissimo capace di restituire ai tifosi rossoneri, in caso di successo, un antidoto salutare contro il veleno ingoiato stasera.
Anche oggi comunque mister Gattuso è stato bravissimo a mettere in campo una squadra vera, un mix di coraggio, intensità, personalità ed anche tecnica innegabile. Pronta a reagire al gol iniziale di Dybala con un animus pugnandi degno del suo allenatore, ma meritevole di lode per lo spirito guerriero con cui non si è accontentata del pareggio ma ha cercato di espugnare il fortino bianconero grazie ad una apprezzabile qualità di gioco. Per informazioni chiedere alla traversa di Buffon che dopo diverse ore ancora trema a seguito della sassata scagliata da Calhanoglu nella ripresa.
Peccato che sia stato proprio il turco a perdere il pallone fatale da cui è partita l’azione che ha portato la Juventus al gol del raddoppio con Cuadrado. Un pallone lasciato per strada per stanchezza, per mancanza di energia e lucidità, che i famelici juventini hanno trasformato in oro. Un problema quello del turco condiviso con la maggior parte dei rossoneri, arrivati a fine partita letteralmente con la lingua per terra. Alla fine Gattuso ha battuto forte su questo tasto, imputando la sconfitta allo strapotere agonistico dei bianconeri rispetto ai milanisti e indicando la strada ai suoi ragazzi per alzare ulteriormente l’asticella: affrontare alla pari questi avversari eliminando la differenza di fisicità che ancora sussiste.
Vero, anche se la sensazione è che ancora una volta lo switch decisivo della serata sia arrivato grazie ai cambi della Juventus, non tanto per l’ingegnosità del tecnico livornese che ha deciso le sostituzioni quanto per la ricchezza e la qualità dell’infinita rosa bianconera. Ma su questo ci sarà tempo e modo di lavorare anche in Casa Milan.
Ora attenzione alla componente emotiva, perchè sconfitte come quella di Londra contro l’Arsenal e come quella dell’Allianz Stadium possono lasciare il segno, e soprattutto attenzione al recupero delle energie fisiche e mentali in vista del derby di mercoledì pomeriggio. Quella si La Partita da vincere a qualsiasi costo.
Al Milan però, malgrado la sconfitta, ci si può consolare con una cosa: l'abissale differenza di età media tra le due squadre scese in campo stasera a Torino. A parte l’asse centrale rossonero formato da Bonucci, Biglia e Bonaventura, l’undici sceso in campo contro la Juventus era composto da giovani e giovanissimi dalle grandi speranze che sotto la guida di un tecnico come Rino Gattuso, capace di spremere anche l’ultima stilla di energia ai suoi calciatori, non potranno far altro che continuare a crescere in maniera esponenziale.
Ecco la vera garanzia su cui in via Aldo Rossi oggi si può e si deve fare affidamento per il futuro: Gennaro Gattuso. Avere a disposizione un tecnico che non si accontenta di perdere seppur con onore a Torino (nessuno nota differenze con un recente passato?), che ha voglia di raggiungere traguardi importanti con i suoi ragazzi e sa come pungolarli per farli rendere al massimo è la cosa che dovrebbe rassicurare maggiormente la società e i tifosi. Lunga vita a Rino Gattuso sulla panchina del Milan.


