L'EUROMILAN NON PERDE COLPI
Davide Bin
Tutto facile per i rossoneri nella prima partita del girone di Coppa UEFA: vittoria in scioltezza in Olanda contro l'Heerenveen e primi tre punti in cassaforte per iniziare con il piede giusto e dimostrare di aver ritrovato attenzione, concentrazione e applicazione anche nelle partite dal pronostico teoricamente scontato. Era un test importante per il Milan sotto questo punto di vista ed è stato superato positivamente mostrando maturità ed archiviando la pratica senza soffrire e confermando di essere in un buon momento di forma. I rossoneri hanno giocato bene, non hanno forzato troppo i ritmi, hanno gestito il possesso palla e subito le sfuriate degli avversari senza soffrire troppo e concedendo poco; in pratica hanno controllato a loro piacimento la partita, decidendola già prima della metà del primo tempo con due guizzi che hanno chiuso la pratica e poi limitandosi a non sprecare troppe forze, visto che domenica pomeriggio si torna in campo a Bergamo. L'Heerenveen si è dimostrato ben poca cosa: volenteroso, veloce, forsennato nel pressing ma nettamente inferiore al Milan, come si sapeva del resto, ma siccome i rossoneri sono bravissimi a complicarsi le cose in partite come questa, un po' di timore c'era alla vigilia, anche se si è dissolto dopo pochi minuti, facendoci vivere una serata tutto sommato tranquilla e senza patemi d'animo.
Ancelotti rivoluziona la squadra rispetto alla partita contro la Sampdoria, confermando solo tre titolari; turn-over massiccio a dimostrazione che quasi tutti gli elementi della rosa sono recuperati e si può finalmente impostare una certa rotazione in un periodo caratterizzato da tanti impegni ravvicinati. Davanti a Dida la linea difensiva è composta da Antonini, Bonera, Favalli e Zambrotta; Gattuso, Emerson e Flamini compongono il terzetto di centrocampo, mentre Kakà agisce alle spalle di Inzaghi e Shevchenko, 124 gol in due con la maglia del Milan, come a dire che con due così là davanti si può star tranquilli.
E' proprio Sheva il primo a rendersi pericoloso con un tiro su punizione destinato quasi all'incrocio, ma deviato sopra la traversa dal portiere. Il Milan fa un buon possesso palla ma soffre il pressing avversario e concede qualche affondo agli olandesi, che però creano un'insidia solo con un tiro dalla distanza che Dida respinge senza problemi dimostrandosi attento e concentrato. La differenza la fa (e questa ormai non è più nemmeno una notizia) Kakà, ispirato e devastante quando imperversa sulla sinistra, facendo impazzire i difensori olandesi: prima crea lo scompiglio con un cross tagliato sul quale Inzaghi prova ad avventarsi e scivola, ma provoca l'autorete di Jong-a-Ping; poi vola nuovamente sulla fascia e mette al centro un traversone basso che Gattuso trasforma in gol con un piattone destro preciso e reso ulteriormente imparabile da una leggera deviazione. Due reti e partita già decisa senza nemmeno doversi impegnare troppo, a dimostrazione di un divario tecnico enorme. Gli olandesi provano a reagire ma riescono solo a mettersi in mostra con una bella azione in velocità conclusa, però, malamente, mentre Kakà conclude il suo ottimo primo tempo con un'altra volata che terrorizza nuovamente la difesa olandese, che riesce a fermarlo a fatica.
Le squadre tornano in campo con gli stessi schieramenti e la ripresa si apre, come il primo tempo del resto, con un guizzo di Shevchenko, che tira fuori da buona posizione con l'esterno sinistro. L'Heerenveen prova a spingersi in avanti con generosità e furore agonistico e provoca qualche brivido con un'incursione in area, ma i suoi attaccanti dimostrano scarsa mira al momento della conclusione in porta. Il Milan, invece, pur tenendo basso il ritmo, è implacabile ogni volta che tenta un affondo e trova il terzo gol grazie ad un passaggio filtrante di Gattuso che smarca Inzaghi solo davanti al portiere; SuperPippo non può lasciarsi scappare un'occasione così ghiotta e realizza il suo 64° gol europeo, festeggiato con il consueto entusiasmo. La partita è ormai chiusa e Ancelotti può iniziare il valzer delle sostituzioni: fuori Shevchenko, Inzaghi e Kakà, dentro Ronaldinho, Pato e Jankulovski; il Milan arretra il baricentro e Dida ha l'occasione per mettersi in mostra con una parata miracolosa su un tiro destinato all'angolino. Poi Favalli commette un'ingenuità, trattenendo un avversario in piena area e regala un rigore agli olandesi che Pranjic realizza con un tiro "a cucchiaio", regalando una piccola soddisfazione ai propri tifosi; troppo poco e troppo tardi, tuttavia, per riaprire la partita, che si chiude con il meritato e tutto sommato facile successo rossonero.
Tre protagonisti su tutti: il mattatore Kakà, assolutamente incontenibile e straripante; capitan Gattuso in inedita versione goleador e rifinitore; Inzaghi, che dopo i quindici minuti contro la Samp, questa volta ha giocato settanta minuti e, ovviamente, in entrambe le occasioni ha "timbrato il cartellino del gol", confermandosi un cannoniere spietato e immortale. Ma bisogna sottolineare anche le buone prestazioni di Zambrotta e Emerson, del sempre più convincente Antonini e, perchè no, di Dida che ha sfoderato un paio di parate degne di un passato prestigioso e nemmeno troppo lontano in cui era arrivato a contendere a Buffon il titolo di miglior portiere del mondo. Il gruppo rossonero dimostra di essere in buona forma e di poter vincere segnando tre gol a partita pur cambiando quasi completamente i protagonisti e questo è molto positivo se si vuole proseguire fino in fondo il cammino sia in campionato che in coppa. L'EuroMilan non perde colpi anche se è costretto a frequentare campi semisconosciuti e ad affrontare squadre che non fanno parte della nobiltà europea; i rossoneri avevano detto che tenevano molto alla Coppa UEFA e lo hanno dimostrato con i fatti e non solo con le parole e questo è il vero motivo per cui possiamo archiviare la facile pratica Heerenveen con molta soddisfazione.


