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E ora all'attacco della Juve. Le punte spuntate e le colpe di Gattuso: ecco cosa fare con Andrè Silva

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Fabrizio Tomasello
per Milannews.it
domenica 6 maggio 2018, 00:00Editoriale
autore Fabrizio Tomasello
06.05.2018 00:00Editoriale
Stefano Montesi
Stefano Montesi

La lenta e complicata marcia d’avvicinamento verso l’Europa procede. Contro il neoretrocesso Verona - stavolta fatal è stato il Milan - Bonucci & compagni fanno il loro dovere, facendo dimenticare ai tifosi la sconveniente prestazione di appena due settimane contro la bestia nera Benevento. Tutto facile al cospetto di un Hellas troppo brutto per essere vero. L’augurio è che Gattuso non si faccia suggestionare dall’eleganza della manovra rossonera, favorita dall’assoluta mancanza di opposizione da parte degli scaligeri: contro la Juventus mercoledì sera sarà un’altra storia. 
Ha ragione però il tecnico milanista quando racconta di aver visto in settimana una squadra che sta ritrovando condizione ed energia. Un segnale importante in vista della finale di Coppa Italia che, in caso di successo, potrebbe far diventare le ultime due partite di campionato piacevolissime amichevoli di fine stagione. 

Argomento serio di discussione in vista della madre di tutte le partite è quello che riguarda le scelte tecniche di mister Gattuso in vista della finale. Anzi, la scelta tecnica, perchè ormai abbiamo capito che l’unico dubbio che l’allenatore calabrese cova in cuor suo da ormai sei mesi è quello legato al centravanti: dopo due partite consecutive da titolare per Patrick Cutrone toccherà ancora a lui oppure stavolta sarà il turno di Nikola Kalinic? O magari la sorpresa dell’ultimo momento ci regalerà il portoghese Andrè Silva al centro dell’attacco rossonero?
Il bottino dei tre attaccanti centrali del Milan è altamente insoddisfacente, difficile però scaricare la colpa solo su di loro. E non perchè non abbiamo deluso (Kalinic e Andrè Silva hanno reso molto al di sotto delle aspettative), quanto perchè Gattuso, come ammesso dalle stesso tecnico, probabilmente non li ha messi in condizione di rendere al meglio. Sotto accusa è soprattutto la gestione e l’impiego dei tre centravanti. Nessun titolare, nessuna riserva, nessuna gerarchia, ogni partita un terno al lotto. Chi gioca titolare? Chi subentra a partita in corso? Chi resta a guadare dalla panchina? Non proprio la situazione ideale per un attaccante. 
Vero è che mai nessuno dei tre ha offerto garanzie sufficienti all’allenatore per essere preferito agli altri due, ma forse sarebbe stato opportuno forzare la mano, puntare tutto su un solo numero 9 e farlo giocare con continuità. Cosa praticamente mai successa al Milan quest’anno.

Il più penalizzato è stato indubbiamente Andrè Silva, un autentico mistero irrisolto. Ora da un lato c’è massima tolleranza nei suoi confronti in considerazione della giovane età dell’ex Porto e del suo primo anno nella nostra serie A; dall’altro c’è un fatturato troppo misero (2 gol in campionato e 8 in Europa League) a fronte dell’ingombrante zavorra di 38 milioni - quanto pagato da Fassone e Mirabelli in estate - che pesa come un macigno sulla sua schiena.
Che fare a questo punto con l’attaccante della nazionale lusitana? Secondo alcuni le qualità tecniche di AS9 sono inconfutabili, seppure mostrate con esagerata parsimonia nel corso della stagione in corso, e per questo potrebbe valere la pena puntare ancora su di lui per la prossima stagione e sperare nella sua definitiva esplosione. Di contro ci sono le esigenze del Milan che ha bisogno a tutti i costi di un centravanti di peso, spessore e carisma internazionale che possa diventare il punto fermo dell’attacco rossonero il prossimo anno al posto del deludente Kalinic di quest’anno. Questo però vorrebbe dire costringere Andrè Silva ad essere di nuovo la terza scelta di mister Gattuso, dopo l’ipotetico mister X e naturalmente Patrick Cutrone.
Venderlo adesso però potrebbe rappresentare un suicidio dal punto di vista patrimoniale, perchè la svalutazione subita dal 9 rossonero è evidente. Secondo il portale di riferimento transfermakt.it il valore del suo cartellino non supera i 25 milioni, troppo poco a fronte dei 38 spesi nemmeno 12 mesi. E allora, a meno che Andrè Silva non riesca a disputare un mondiale da sogno, grazie al quale rivalutare la propria immagine e attirare gli sguardi famelici dei principali top club europei, la soluzione sembra un’altra: una cessione a giugno in prestito oneroso, con possibile diritto di riscatto ad una cifra elevata (almeno a 50 milioni di euro), a qualche squadra intenzionata a dargli abbondante spazio. In modo tale da averlo rigenerato il prossimo anno e a quel punto rivenderlo a un prezzo congruo oppure lanciarlo da titolare inamovibile nel Milan del futuro.

per Milannews.it

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