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C'è il vero caso Donnarumma da risolvere. Il prossimo Milan non ha bisogno di ritocchi

autore
Franco Ordine
per Milannews.it
giovedì 10 maggio 2018, 00:00Editoriale
autore Franco Ordine
10.05.2018 00:00Editoriale

Donnarumma o Milan? Si può esaurire il naufragio di Gattuso e dei suoi con le paperissime del giovin portiere? O invece non è il caso di misurare la distanza chilometrica che ancora divide l’armata della Juve e di Allegri dal gruppo di giovani acerbi e improbabili campioni vestiti con la maglia gloriosa del club che per 30 anni ha dominato in Europa e nel mondo? Perché un aspetto non nasconda l’altro bisogna affrontare i due argomenti mettendoli in ordine di incidenza sul 4 a 0 che ha chiuso i conti della finale di coppa Italia. Partiamo da Donnarumma. Che cosa è successo? Il ragazzo, che pure si è lasciato sfiorare da tormenti, polemiche, pressioni e tensioni, ha avuto un corto circuito mercoledì notte a Roma. Ha cominciato con un paio di prodezze, ha chiuso con un paio di sfondoni che rimarranno negli occhi e nella memoria dei tifosi rossoneri che lo avevano eletto a loro profeta e che invece hanno visto in quel cedimento il segno di una inevitabile crescita. Un ragazzo ha il diritto di attraversare giorni difficili e giorni indimenticabili: se non avesse quello stipendio, se non avesse quell’agente che un giorno sì e l’altro pure lo valuta 50 milioni, se non avesse tutto questo, allora potrebbe sbagliare quasi senza accusare un colpo al cuore. E invece mercoledì sera è uscito di scena, appena rinfrancato dal cenno di Buffon, e forse ha perso l’innocenza che tutti gli riconoscevano fino a qualche tempo fa.

Poi c’è stato il Milan. Il Milan che in avvio di ripresa ha patito vistosamente il piglio guerriero della Juve, si è fatto mettere fisicamente sotto nei duelli in area di rigore sui calci d’angolo e quando poi Donnarumma ha regalato il terzo e il quarto sigillo è uscito di scena senza regalare neanche uno straccio di reazione, di orgoglio, di calcio geometrico. A dimostrazione che questa è una squadra che deve crescere nel temperamento, nella reazione e nelle difficoltà deve essere pronta a rialzare la testa. E invece quando è finito sotto quasi sempre, come è accaduto a Londra con l’Arsenal, ha perso la bussola e il controllo della prestazione. I 31 punti di differenza accumulati in campionato sono tanti, persino più dei 4 gol della finale di coppa Italia. E allora bisognerà forse rivedere i piani tecnici per la prossima stagione. Non è garantito che pochi ritocchi possano rilanciare la squadra attuale. Da Fassone e Mirabelli c’è da aspettarsi qualche riflessione di più.

per Milannews.it

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