Milan bloccato dal Napoli, la vetta rimane un miraggio
Davide Bin
Doveva essere il giorno del sorpasso, poteva essere l'occasione per tornare in testa alla classifica dopo 16 mesi, speravamo fosse il momento giusto per dare un dispacere ai cugini; invece tutto rimane invariato, ma non bisogna lasciarsi andare alla delusione perchè in fondo siamo sempre lì ad un solo punto, pronti a riprovarci appena l'Inter dovesse frenare ancora. Si sapeva che non sarebbe stato facile battere il Napoli e la realtà ha rispecchiato le previsioni: un Milan rimaneggiato per le tante assenze ha faticato tantissimo soprattutto nella prima parte del primo tempo, è andato in svantaggio, ha rischiato il tracollo, poi ha trovato il pareggio e, nella ripresa, si è generosamente lanciato all'assalto, trascinato da Ronaldinho e dalle sue magie, ma non è riuscito a concretizzare le occasioni create perchè la palla non ne ha voluto sapere di entrare e alla fine si è dovuto accontentare di un pareggio, un 1-1 speculare rispetto a quello dell'Inter a Palermo che lascia la situazione invariata, anche se alle spalle sta rientrando in gioco anche la Roma. Da sottolineare la curiosa circostanza che nel primo giorno di primavera, come ormai accade da qualche stagione, è rifiorito Pippo Inzaghi, schierato titolare da Leonardo al posto dell'indisposto Borriello e autore del gol del pareggio; grande merito va a Ronaldinho, che con l'ennesimo assist della sua splendida stagione ha scodellato sulla testa del centravanti un pallone con la scritta "devi solo spingermi in rete", ma SuperPippo ha avuto come sempre il fiuto per farsi trovare al posto giusto al momento giusto, segnando una rete importante che poteva essere quella della riscossa e che, invece, resterà "solo" quella della sconfitta evitata. Certo rimane un po' di amaro in bocca, perchè stavamo pregustando il dolce sapore del primo posto dopo tanto tempo, ma la squadra ha lottato con tanto cuore e ci ha provato in tutti i modi e non gli si può rimproverare molto, viste anche le tante assenze che inevitabilmente condizionano il rendimento.
Leonardo, infatti, deve rinunciare anche a Borriello e Ambrosini, oltre ad aver perso per il resto della stagione Beckham e, forse, Nesta; essendo ancora indisponibile anche Bonera, ci sono poche alternative in difesa e tocca ancora al "professor" Favalli affiancare Thiago Silva al centro della difesa, con Oddo a destra e Zambrotta a sinistra; a centrocampo spazio a Flamini accanto a Pirlo, con Seedorf a galleggiare fra centrocampo e attacco, dove giocano Ronaldinho, Inzaghi e il recuperato Pato. Fortunatamente San Siro è più pieno del solito, anche se non c'è certo il "tutto esaurito" che qualcuno aveva pronosticato ad inizio settimana; la prospettiva del sorpasso ha finalmente risvegliato dal torpore il popolo rossonero e sono molti quelli dell'ulitm'ora che affollano le biglietterie, perchè evidentemente hanno aspettato il risultato di Palermo-Inter prima di decidere se venire allo stadio. Nel settore ospiti ci sono pochi sostenitori del Napoli, ma ce ne sono tanti nel resto dello stadio, mischiati agli avversari, a dimostrazione che a volte divieti di trasferta e limitazioni nella vendita dei biglietti per motivi di ordine pubblico ottengono il risultato opposto e creano rischi di disordine mischiando le tifoserie. La curva incita i ragazzi fin dal momento del riscaldamento, perchè questo è un pomeriggio speciale, diverso dal solito e lo si capisce dalla tensione e dall'ansia che si percepiscono all'interno dello stadio, perchè l'occasione di ritrovare la testa dopo tanto tempo è davvero ghiotta e non bisogna lasciarsela sfuggire.
Evidentemente la tensione condiziona anche la squadra, che entra in campo contratta e bloccata e si fa sorprendere da un ottimo Napoli, che trova il vantaggio dopo poco più di dieci minuti: la difesa rossonera è sbilanciata e mal posizionata, Oddo combina un disastro, prima tenendo in gioco Lavezzi e poi franando su Abbiati e spalancando di fatto al porta a Campagnaro che segna facilmente un gol che è un'autentica doccia fredda che ci risveglia bruscamente dai sogni di gloria. E le brutte notizie non finiscono qui, perchè proprio in contemporanea con il gol subito, Pato chiede il cambio e lascia il posto a Mancini, indebolendo l'attacco rossonero proprio nel momento del bisogno. Una partita tutta in salita, quindi e il Milan accusa il colpo, sbanda vistosamente e rischia di subire il raddoppio in un paio di occasioni, ma fortunatamente Abbiati, alla partita n°200 nel Milan, è attento e non si fa sorprendere, salvando la squadra dal tracollo. I rossoneri hanno mille risorse e proprio nel momento di maggiore difficoltà raddrizzano la partita: Ronaldinho riesce finalmente a sfuggire alla ruvida marcatura degli avversari e il suo cross è un invito a nozze per Inzaghi che non si fa pregare e realizza il pareggio, scatenando l'esultanza sfrenata sua e di tutto il popolo rossonero che riprende coraggio. Sembra l'inizio della riscossa, ma il Napoli non si scompone e ricomincia a giocare bene e a creare pericoli con Quagliarella e Hamsik, mentre il Milan risponde solo con un tiro di Ronaldinho e attacca generosamente ma in modo disordinato, anche perchè Mancini non segue le istruzioni di Leonardo e si accentra troppo, facendo arrabbiare non poco il tecnico.
Nella ripresa il Milan inizia un po' meglio e mette in difficoltà il Napoli: Seedorf, in ombra nel primo tempo, si fa vedere con un guizzo e conseguente tiro-cross che per poco Inzaghi non trasforma in rete da pochi passi; Pippo si fa sempre trovare pronto e quando Ronaldinho danza sulla sinistra e mette al centro dalla linea di fondo un ottimo assist, la deviazione di Inzaghi sembra vincente ma De Sanctis respinge d'istinto e l'urlo del gol rimane strozzato in gola a lui e a tutti i tifosi. Nel frattempo è entrato Antonini al posto di Oddo, con conseguente spostamento di Zambrotta a destra e il Milan continua a caricare a testa bassa, trascinato dall'urlo della Sud che incita i ragazzi, ma così facendo si espone al rischio del contropiede, soprattutto quando Thiago Silva si spinge generosamente in avanti lasciando sguarnita la difesa; Quagliarella crea un paio di insidie e sulla seconda Abbiati è bravissimo a respingere e salvare il risultato. Seedorf inventa l'ultima magia della sua partita smarcando Mancini in piena area davanti a De Sanctis, ma il brasiliano tira sul portiere in uscita e il gol vittoria rimane ancora un miraggio. Leonardo si gioca il tutto per tutto nel finale inserendo Huntelaar al posto di Seedorf, ma il pericolo maggiore il Milan lo crea su punizione, con un tiro insidioso di Pirlo sul quale De Sanctis pasticcia un po'. Non succede più nulla, perchè inevitabilmente l'assalto rossonero si spegne man mano che ci si avvicina alla fine e le energie diminuiscono e al triplice fischio di Bergonzi rimane tanto rammarico per l'occasione sprecata, ma anche la consapevoleazza che nulla è perduto, visto che siamo ancora a -1 dall'Inter e il duello continua, anche se sarebbe stato meglio affrontarlo guardando finalmente i rivali dall'alto verso il basso e non viceversa. In effetti sui volti dei tifosi che lasciano lo stadio c'è tanta delusione, forse addirittura troppa, proprio perchè ci sono ancora nove giornate e altrettante possibilità di effettuare il sorpasso, a patto di giocarsi un po' meglio le proprie carte e avere un po' meno sfortuna sotto forma di infortuni che continuano a falcidiare la rosa. La Sud applaude i ragazzi che ci hanno messo cuore e impegno, la squadra contraccambia l'applauso e lascia il campo con la consapevolezza di averci provato fino alla fine nonostante qualche errore ma con molta generosità, sempre apprezzata dai veri tifosi. Non è stata la giornata esaltante che sognavamo alla vigilia, per colpa del Milan ma anche per "merito" del Napoli; si poteva e si doveva vincere, ma si è rischiato di perdere e, quindi, alla fine va bene così, nonostante gli inevitabili rimpianti per ciò che poteva essere e non è stato; il campionato non finisce oggi e per il momento va bene anche restare in scia, in attesa di un'altra occasione buona per quel sorpasso che oggi abbiamo solo sfiorato e sognato.


