Milan, si ferma al 90' la grande illusione
Pietro Mazzara
Si ferma al minuto numero 90’ la corsa allo scudetto del Milan che perde a Parma partita e l’ultimo treno per poter stare in scia all’Inter e viene raggiunto in classifica dalla Roma vittoriosa a Bologna. La sensazione generale è che il gol di Seedorf contro il Chievo sia stato l’estremo sforzo di un Milan spremuto sia dal punto di vista fisico che mentale ma già con la squadra di Mimmo Di Carlo i rossoneri erano apparsi fiacchi e senza idee. La sconfitta maturata al Tardini è stata una brutta sconfitta perché avvenuta senza prestazione, senza idee e senza grinta, quel fattore che ormai sembra essere evaporato insieme alle speranze di soffiare lo scudetto all’Inter che, qualora dovesse fare risultato pieno a Roma sabato, metterebbe la pietra tombale su questo campionato che solo gli uomini di Mourinho possono buttare al vento. Ieri sera, per l’ennesima volta, è emersa la pochezza di questa rosa che non presenta valide alternative ai titolari e da quando Nesta e Pato sono usciti di scena, la squadra si è spenta. Leonardo ci ha provato a cambiare il modo e lo stile di gioco di questa squadra ma il 4-2 fantasia era un modulo che poteva essere interpretato solo con la squadra al massimo della forma e con tutti i suoi interpreti principali nei loro ruoli ideali.
I guai però non vengono mai da soli e contro la Lazio, nel posticipo di domenica sera, si dovrà fare a meno sia di Pirlo che di Ronaldinho che verranno appiedati dal giudice sportivo per i cartellini che il discutibile Morganti di Ascoli Piceno gli ha mostrato. I due sono gli unici ad avere le caratteristiche giuste, insieme al miglior Seedorf, necessarie a dare lo strappo decisivo alla lenta e soporifera manovra, una manovra che, nel calcio moderno, non è più utilizzabile perché le squadre che la attuano in campo europeo, Arsenal e Bracellona in primis, la applicano ad una velocità 10 volte superiore a quella dei rossoneri.. Adesso l’obiettivo primario non deve più essere inseguire la banda di Mourinho, inarrivabile per ampiezza della rosa e di alternative, ma deve essere quello di restare aggrappati al secondo posto e sperare che qualcuno si sia accorto che il miracolo Milan è giunto al capolinea. Certo se Inzaghi avesse girato in porta il pallone che gli era stato messo sulla testa a soli 7’ minuti dal termine staremmo a parlare, con ogni probabilità, di un’altra partita ma così non è stato e, se questo è l’andazzo, prepariamoci a vivere altre giornate come queste anche se si è pienamente consapevoli che Leonardo ed i giocatori hanno fatto il massimo fino a qui. A Parma è svanito il sogno scudetto ma non deve svanire la voglia e l’orgoglio di un gruppo che ha vinto tutto e che non può perdere la faccia in questo modo.


